Ruby: Gip chiede a Parlamento uso intercettazioni Berlusconi

di Edoardo Greco
Pubblicato il 1 Ottobre 2015 16:47 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2015 16:53
Ruby: Gip chiede a Parlamento uso intercettazioni Berlusconi

© Roberto Monaldo / LaPresse
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MILANO – Al processo “Ruby ter” il giudice per le indagini preliminari Stefania Donadeo ha chiesto al Parlamento di poter utilizzare le intercettazioni di Berlusconi. Il gip di Milano, accogliendo la richiesta dei pm, ha chiesto l’autorizzazione all’utilizzo di 11 intercettazioni tra Silvio Berlusconi e due giovani ospiti di Arcore.

Nei giorni scorsi, infatti, si era tenuta un’udienza davanti al gip Donadeo chiamata a decidere se inviare al Parlamento, come chiesto dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, la richiesta di autorizzazione all’utilizzo di 11 telefonate come atti dell’indagine.

 

Nella motivazione il gip Donadeo definisce quelle intercettazioni “rilevanti” scrivendo che Berlusconi richiese “esplicitamente a Barbara Guerra di convincere Iris Berardi a revocare la costituzione di parte civile a lui pregiudizievole assumendo un atteggiamento processuale più consono alle esigenze difensive dell’imputato”.

Si tratta di intercettazioni tra l’ex premier e due olgettine che hanno preso parte alle serate di Arcore, Iris Berardi e Barbara Guerra, che risalgono al 2012-2013, quando Berlusconi era ancora senatore, e che sono state effettuate in un’altra indagine con al centro una presunta truffa su finanziamenti pubblici ai danni di un imprenditore, coordinata dai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano e poi archiviata.

Quelle telefonate – nelle quali le due ragazze, accusate di corruzione in atti giudiziari come il leader di Forza Italia, avrebbero chiesto denaro e utilità in cambio di un loro comportamento processuale favorevole – erano poi state recuperate dagli inquirenti ed inserite nel fascicolo “Ruby ter”. E sono “ascolti” cosiddetti “indiretti”: Berlusconi, infatti, non era intercettato direttamente, ma gli obiettivi erano le due ragazze. Oggi il giudice ha accolto la richiesta dei pm disponendo l’invio degli atti delle intercettazioni al Parlamento che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione all’utilizzo nel procedimento.