Sabina Began: “Ho presentato io Tarantini a Berlusconi”. Poi: “Silvio? Per me è come Che Guevara”

Pubblicato il 6 Ottobre 2009 15:19 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2009 15:44

sabinabeganL’Ape “regina”, trait d’union tra il premier e Tarantini, «non la dà a nessuno». Sabrina Began assicura che è la sua capacità di ascoltare ad averla portata così in alto, nella cerchia dei potenti, fra cui spicca Silvio Berlusconi. Lui sì che è un rivoluzionario, a detta sua.

E Patrizia D’Addario, questa illustre “sconosciuta”, per lei non è altro che una «bugiarda». In un’intervista al settimanale “Vanity fair”, l’attrice di fiction che per arrotondare organizza party, rivela il suo ruolo nel “Tarantinigate”.

«Tarantini a Berlusconi l’ho presentato io. L’ho conosciuto perché era amico di Elvira Savino (sua ex coinquilina e “Miss stiletto” di Montecitorio. Mi ha supplicata spesso, voleva conoscere Berlusconi, diceva che era il suo mito. Mi sembrava un tipo simpatico. Così, in occasione di una cena con Abramovich, vedendo che c’era già una lista di settanta persone, sono riuscita a far invitare dalla segreteria del presidente anche Tarantini e sua moglie. Tarantini voleva farsi bello con il presidente e con il suo entourage e ha cominciato a farsi accompagnare – invece che dalla moglie, che peraltro era incinta – da altre amiche, che Berlusconi salutava e accoglieva in quanto tali», spiega la Began.

Per lei, che tiene a precisare di non aver mitizzato il premier, non fa scalpore avere un tatuaggio sul piede destro, con tanto di brillantini e iniziali di S.B.. Sono le sue, ma anche quelle di  Berlusconi: «Questo è un omaggio all’uomo che con il suo esempio mi ha cambiato la vita. Il 29 è il giorno in cui l’ho incontrato ed è anche la sua data di nascita. C’è chi si tatua il volto di Che Guevara. Per me è la stessa cosa». Sabrina Began ha conosciuto il Presidente del Consiglio il 29 agosto del 2006, che è nato invece il 29 settembre 1936.

Prima di arrivare a lui e a instaurare un rapporto «platonico», vanta conoscenze più che illustri: da Abramovic a Clooney. Il passaggio obbligato per molti era Palazzo Grazioli, Tarantini compreso.