Ligresti: raccomandai Cancellieri a Berlusconi. Cancellieri: accuse false, perché le fa?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Novembre 2013 15:34 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2013 17:00
Salvatore Ligresti a Berlusconi: il prefetto Cancellieri vuol restare a Parma...

Salvatore Ligresti con la figlia Jonella (LaPresse)

MILANO, 20 NOV – Salvatore Ligresti segnalò all’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’esigenza dell’allora prefetto Anna Maria Cancellieri di rimanere nella sede di Parma, e la segnalazione andò a buon fine perché la Cancellieri rimase effettivamente a Parma, sede dove era in scadenza.

Lo ha detto Ligresti ai pm di Milano.

Il ministro Cancellieri ha smentito seccamente una versione dei fatti a suo dire “falsa e destituita da ogni fondamento. Qui c’è un accanimento che non ha limite, c’è un disegno che non comprendo”.

Questo il passaggio del verbale dell’interrogatorio di Ligresti, nell’ambito dell’inchiesta Fonsai: ”Mi feci latore”, presso Silvio Berlusconi ”del desiderio dell’allora Prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anziché cambiare destinazione”. Ligresti ha spiegato che la segnalazione ”ebbe successo”.

Interrogato il 15 dicembre 2012, Salvatore Ligresti rispose ad una domanda del pm di Milano Luigi Orsi che gli chiese: ”Le è capitato quanto spesso di segnalare delle persone alla autorità politico-amministrativa?”. L’ingegnere di Paternò ha risposto: ”non ricordo che sia successo in altri casi. Anzi mi viene in mente un secondo episodio e sempre riferito al Presidente Berlusconi. Mi feci latore del desiderio dell’allora prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anziché cambiare destinazione”. L’ex patron del gruppo Fonsai ha chiarito, inoltre, che ”l’attuale ministro Cancellieri è persona che conosco da moltissimi anni e ciò spiega che mi si sia rivolta e io abbia trasmesso la sua esigenza al Presidente Berlusconi. In quel caso – ha concluso Ligresti – la segnalazione ebbe successo perché la Cancellieri rimase a Parma”.

Il verbale è depositato agli atti di una trance dell’inchiesta milanese su Fonsai che vede Ligresti accusato di corruzione assieme all’ex presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini, quest’ultimo anche accusato di calunnia.

GIANNINI RACCOMANDATO DA LIGRESTI. Salvatore Ligresti ”ha sollecitato” in più di un’occasione l’ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ”a trovare una collocazione lavorativa a Giannini”, presidente dell’Isvap. Lo ha detto Jonella Ligresti al pm di Milano Luigi Orsi lo scorso 17 dicembre.

Jonella Ligresti racconta che il padre Salvatore ”telefonò alla segreteria del presidente Berlusconi per andare a trovarlo e rappresentargli il tema della ‘sistemazione’ di Giannini”.

”Ci recammo nella residenza di Berlusconi nei pressi di piazza Venezia – prosegue il racconto di Jonella Ligresti -. Mio padre e Berlusconi parlarono certamente del tema Giannini. I due sono molto amici e non parlarono esclusivamente di questo argomento né credo che questa sia stata la sola occasione nella quale mio padre ha sollecitato l’ex presidente del Consiglio a trovare una collocazione lavorativa a Giannini”. ”Quella volta che io ero presente – ha aggiunto Jonella Ligresti – ho visto che Berlusconi ha risposto dicendo ‘vediamo”’.

“Ad un certo punto mio padre decise che fossero dati degli incarichi a Marco Cardia, un avvocato figlio dell’ex presidente della Consob. Marco Cardia l’ho conosciuto, non mi è parso un luminare del diritto. Non c’è bisogno di diffondersi sulle ragioni di questa decisione”. È un passaggio del verbale di Jonella Ligresti depositato tra gli atti di un filone dell’inchiesta milanese su Fonsai in cui Salvatore Ligresti è accusato di corruzione e l’ex presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini di corruzione e calunnia.

Non solo Jonella, ma anche il padre Salvatore parlano della raccomandazione di Giancarlo Giannini, nei verbali dell’inchiesta Fonsai: “In alcune occasioni ho segnalato al presidente” Berlusconi “il mio personale auspicio che si trovasse una sistemazione per Giannini”. Ligresti ha spiegato di avere “una particolare consuetudine” con l’ex premier.

In un interrogatorio del 15 dicembre 2012 il pm di Milano, Luigi Orsi, chiese conto a Salvatore Ligresti del fatto che lui si fosse “adoperato nel corso del 2011 per favorire la nomina” di Giancarlo Giannini, ex presidente dell’Isvap, all’Antitrust, quando fosse scaduto il suo mandato all’organismo di vigilanza sulle assicurazioni. “In realtà ho avuto più volte modo di parlare con il presidente Berlusconi di questo tema – ha spiegato l’ingegnere di Paternò – effettivamente in alcune occasioni ho segnalato al presidente il mio personale auspicio che si trovasse una ‘sistemazione’ per Giannini. Non posso essere preciso sulle date – ha aggiunto – nelle quali ho parlato di ciò con Berlusconi, anche perché avevo ed ho una particolare consuetudine con lui. Siamo amici di vecchia data, veniamo dalla gavetta e gli incontri sono tanto frequenti quanto informali. Con il presidente Berlusconi si parla di tutto”.

In ogni caso, ha spiegato Ligresti, “ricordo chiaramente di avergli rappresentato in più di un’occasione questo tema”. E il pm Orsi: “Per quale ragione lei si è speso in favore di Giannini?”. Ligresti: “Giannini si è sempre comportato bene con me, fin dall’inizio della nostra conoscenza. Ricordo che quando ancora non avevo formalizzato l’acquisizione della partecipazione di controllo in Fondiaria, siamo tra il 2001 e il 2002, Giannini (…) mi incoraggiò dicendomi che quella società era un buon affare”. L’ex patron di Fonsai, inoltre, ha spiegato che dell’iniziativa di andare da Berlusconi aveva parlato con Giannini nel corso di alcuni “incontri” e che anche l’ex Ad di Fonsai, Fausto Marchionni, “mi sollecitò nel senso di promuovere una sistemazione a Giannini”. Il verbale è depositato agli atti dell’inchiesta milanese che vede Ligresti accusato di corruzione assieme a Giannini, con quest’ultimo che deve rispondere anche di calunnia.

CANCELLIERI SMENTISCE TUTTO. “Qui c’è un accanimento che non ha limite, c’è un disegno che non comprendo”. È quanto si limita a dire a caldo smentendo come “falsa e destituita da ogni fondamento” la ricostruzione che emerge dai verbali di Salvatore Ligresti.

Il ministro – i cui uffici invieranno a breve una nota per ricostruire meglio le tappe – spiega di non essere mai stata prefetto a Parma, ma commissario prefettizio nella città emiliana una prima volta nel 1994 e poi solo per pochi giorni nell’ottobre 2011, poco prima di essere chiamata da Mario Monti al governo come ministro dell’Interno. Quindi il ministro si chiede come possa Salvatore Ligresti sostenere che lei preferisse rimanere a Parma e dire di essersi fatto latore di una richiesta in tal senso presso Silvio Berlusconi. “Come fa a dire di avermi raccomandato? Per quale motivo avrei dovuto o voluto rimanere a Parma?”, si chiede quasi incredula il ministro, raggiunta al telefono, sottolineando appunto di essere rimasta pochi giorni a Parma e poi di aver accettato l’incarico nel governo Monti.