Salvini: “Più poteri a Roma”. Raggi plaude. Prove di governo Lega-M5s?

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 marzo 2018 18:29 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2018 18:29
Salvini: "Più poteri a Roma". Raggi plaude. Prove di governo Lega-M5s?

Salvini: “Più poteri a Roma”. Raggi plaude. Prove di governo Lega-M5s?

ROMA – Passa anche dal futuro della Capitale, la strada per un possibile governo M5S-Lega. Il primo a tendere la mano è stato Matteo Salvini che ha manifestato un’apertura a dare maggiori poteri a Roma Capitale. E la sindaca Virginia Raggi ha molto apprezzato.

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“Quello che non era maturo vent’anni fa, adesso lo è”, ha detto il leader della Lega in una intervista al quotidiano Il Messaggero, sottolineando la volontà di un cambio di rotta sulla “questione romana”. “In un sistema federalista ma anche di tipo presidenzialistico il rafforzamento di Roma è essenziale – ha detto Salvini – perchè se i territori contano di più anche lo status della Capitale deve cambiare”.

E il riconoscimento di Virginia Raggi non è tardato arrivare: “E’ condivisibile”, ha detto la sindaca. Raggi ha subito colto con favore l’apertura di Matteo Salvini ad un nuovo status per Roma sperando anche che un governo più disponibile sia occasione per discutere e ottenere più poteri e  fondi per gestire la Capitale. Un governo disposto su questo progetto garantirebbe al Campidoglio targato M5s quella marcia in più sul piano amministrativo che consentirebbe di risolvere problemi, molto sentiti dai romani, ma difficili da affrontare anche per mancanza di finanziamenti e strumenti di governo.

Del resto la Raggi ha più volte rivendicato più poteri e più fondi per la Capitale.  Lo ha fatto davanti ai parlamentari della Commissione di Inchiesta sulle periferie. “Ci sono 2 milioni e 900 mila residenti che pagano le tasse per una città che eroga servizi a 4-4,5 milioni di cittadini – disse – Abbiamo calcolato nell’Agenda Roma che per rimettere in moto tutto servirebbe 1 miliardo e 800 milioni di euro l’anno di fondi extra. Ce li date perché siamo la Capitale o no? Ci date poteri speciali o no?”.

La Raggi lo vergò di suo pugno in una lettera inviata al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in occasione del tavolo per il rilancio della Capitale chiedendo “una semplificazione normativa e amministrativa che garantisca una dignità istituzionale adeguata alla Capitale del Paese”. E la Raggi è tornata a ribadirlo anche durante la recente campagna elettorale rivolgendosi al premier Paolo Gentiloni che aveva criticato la sua azione amministrativa: “Per governare questa città servono i poteri che hanno tutte le altre grandi capitali d’Europa”.

Salvini però si è spinto più in la immaginando persino una delocalizzazione a Sud di alcuni ministeri: “Per esempio quello delle Infrastrutture potrebbe andare a Napoli o a Bari”. Ma su questo le reazioni sono state tiepide a partire dal collega di coalizione Fabio Rampelli (Fdi): “Occorrerà lavorare più sul trasferimento delle risorse, dei beni e dei poteri che su quello dei ministeri”, ragiona.

Variegate le posizioni del Pd. Dal segretario romano Andrea Casu che taccia la sindaca di “avere a cuore gli interessi del M5S e l’accordo con la Lega più di quelli di Roma e dei romani”, al deputato Roberto Morassut che chiede di partire dalla proposta depositata in Parlamento sin dal 2013 che “riduce a 12 le regioni italiane e istituisce la Regione di Roma Capitale”.

 

La contro replica dei 5 Stelle arriva via Facebook per bocca del capogruppo in Campidoglio Paolo Ferrara: “Se il Pd capisse che tutti i voti che ha perso sono addebitabili alla loro capacità di parlare sempre a vanvera resterebbe zitto. A Casu, segretario romano del Pd, non è chiaro che il M5S vuole più poteri per Roma Capitale. Li stiamo chiedendo da un anno: il Pd al governo non ha investito un euro su Roma”. E conclude: “La sindaca ha ufficialmente chiesto al governo i decreti attuativi della legge istitutiva di Roma Capitale. Così come ha chiesto la nomina a commissario per il debito straordinario. Il Pd ha sempre detto no”.