Senato, voto anche ai 18enni: al via iter di riforma bipartisan M5s-Pd

di Daniela Lauria
Pubblicato il 10 maggio 2019 20:26 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2019 20:26
Senato, voto anche ai 18enni: al via iter di riforma bipartisan M5s-Pd

Senato, voto anche ai 18enni: al via iter di riforma bipartisan M5s-Pd

ROMA – I diciottenni potrebbero votare anche per il Senato oltre che per la Camera, già alle prossime elezioni. Attualmente è possibile eleggere i senatori solo dai 25 anni in su. Lo prevede una proposta di riforma bipartisan che equipara l’elettorato attivo per i due rami del Parlamento.  La proposta di riforma costituzionale inizierà il suo iter martedì prossimo alla Commissione Affari costituzionali della Camera, dove il presidente M5s Giuseppe Brescia l’ha incardinata, dando l’incarico di relatore a Valentina Corneli (M5s) e a Stefano Ceccanti (Pd). Un insolito approccio bipartisan, proprio dopo lo scontro con i democratici sulla riforma taglia-parlamentari.

La polemica era nata con il deputato e costituzionalista Stefano Ceccanti (Pd) che aveva presentato un emendamento alla legge taglia-parlamentari che abbassava l’età del voto per il Senato a 18 anni. L’emendamento era stato dichiarato inammissibile da Brescia per “estraneità di materia”, tesi contestata dal Pd e da Ceccanti per il quale c’è un nesso tra il numero dei parlamentari e l’elettorato attivo e passivo, oltre che con le funzioni delle Camere. Brescia si era impegnato a incardinare quanto prima un ddl autonomo con questa riforma. Impegno mantenuto presentando un ddl che, appunto inizierà martedì. 

Una differenza di oltre 4 milioni di elettori che spesso ha provocato due risultati diversi nelle due Camere. Nelle ultime elezioni, del marzo 2018, la differenza tra gli elettori della Camera e quelli del Senato fu di ben 4.127.851 unità, analogamente avveniva in tutte le precedenti tornate, in alcune delle quali si sono avuti risultati diversi nei due rami del Parlamento. “Ho voluto nominare due relatori, uno di maggioranza e di opposizione – ha detto Brescia – per favorire un percorso condiviso” e “un autentico spirito costituente”.

Lo stesso Brescia ha oggi incontrato Trasparency nell’ambito di una serie di confronti per presentare un ddl sul conflitto di interessi. Il testo che M5s sta mettendo a punto conterrà anche norme sull’attività di lobbing. Benché la legge sia invocata anche dai democratici, potrebbe essere motivo di scontro, visto che il Pd ha già depositato un testo a prima firma di Emanuele Fiano, che vuole estendere le norme alle piattaforme digitali, a cominciare da Rousseau. (Fonte: Ansa)