Sgarbi candidato sindaco a Roma. Che faranno Lega e Fratelli d’Italia?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2020 8:25 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2020 8:25
Vittorio Sgarbi candidato sindaco a Roma. Che faranno Lega e Fratelli d'Italia?

Sgarbi candidato sindaco a Roma. Che faranno Lega e Fratelli d’Italia? (Foto d’archivio Ansa)

Vittorio Sgarbi candidato sindaco a Roma. Sarà appoggiato, al momento, da movimenti civici e dai No Euro. Che faranno Lega e Fratelli d’Italia?

Vittorio Sgarbi sarà candidato sindaco alle elezioni amministrative di Roma nel 2021. Lo storico e critico d’arte, attualmente deputato alla Camera e sindaco di Sutri (Viterbo) correrà con il simbolo di “Rinascimento”.

Sgarbi candidato sindaco a Roma con il simbolo di Rinascimento

Rinascimento è il movimento da lui fondato nel 2017. Da allora è presente in numerose tornate elettorali. Ultima quella in Valle d’Aosta dove ha ottenuto il 5% alle regionali e portato al ballottaggio, nel capoluogo, il candidato sindaco.

La candidatura di Sgarbi rompe gli indugi nel centrodestra e costringe i leader di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia al confronto. Sgarbi non sarà solo. Con lui associazioni, comitati, movimenti civici, e tra questi il movimento “No euro – Italia Libera”, guidato da Gian Luca Proietti Toppi. Con lui ha recentemente promosso la raccolta di firme per il referendum d’indirizzo per la fuoriuscita dell’Italia dall’Unione Europea.

“La sindacatura di Virginia Raggi – commenta Sgarbi – passerà alla storia come la più grave calamità naturale dopo il grande incendio di Roma del 64 d. C. ai tempi dell’imperatore Nerone. C’è da ricostruire una città e ridarle la dignità di Capitale” I dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma mercoledì 14 ottobre a Roma, alle ore 15,30, in Piazza della Maddalena 52. 

Comunali Roma: oltre la Raggi, nessuna certezza

Virginia Raggi resterà con altissime probabilità la candidata di tutto il M5s per la poltrona del Campidoglio. Nel giorno in cui arriva anche nel centrodestra l’ “outsider” a sparigliare le carte, con Vittorio Sgarbi che si autocandida per la Capitale, gli schieramenti sembrano ripartire tutti alla pari. Tutti “rosicchiati” da un competitor interno nel campo di riferimento elettorale.

Carlo Calenda non ha ancora sciolto la riserva ma da Azione fanno filtrare che allo stato esiste la possibilità che decida di correre da solo senza il Pd. Pd “che vuole solo perdere tempo, anche ricorrendo alle primarie, nel tentativo di trovare un accordo con il M5s”. Insomma, “un inaccettabile giochino contro la città”.

Il Pd, con il segretario Nicola Zingaretti, stoppa di contro quello che definisce un “delirio di chiacchiericcio e retroscena inesistenti. Il candidato sindaco di Roma lo decideranno, nelle forme e nei modi che riterranno opportuni, in modo trasparente e autorevole, i dirigenti e i cittadini romani” taglia corto il segretario. E così sarà.

Mercoledì il segretario romano del Pd, Andrea Casu, ha convocato il tavolo con gli alleati per cominciare ad affrontare la questione e indicare una possibile data per le eventuali primarie.

Anche Virginia Raggi marcia spedita e ha convocato un’assemblea per discutere del programma a cui prendono parte, oltre gli attivisti, via Zoom, Paola Taverna, i “facilitatori” regionali del Lazio ed Alessandro Di Battista, fiero oppositore delle intese col Pd. E che dunque si schiera attivamente con la sindaca uscente proprio mentre sembrava che Luigi Di Maio volesse prenderne le distanze: “non mi fossilizzerei sui singoli nomi” aveva detto prima di far precisare al suo staff che di queste parole era stata fatta solo “becera strumentalizzazione” e che lui la sindaca l’ha sempre “sostenuta e la sostiene”. (Fonte Ansa)