Soldi ai partiti, alta tensione Pd-Pdl: nuovo rinvio in Aula

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 0:01 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 23:34
Camera dei Deputati (foto Ansa)

Camera dei Deputati (foto Ansa)

ROMA, – Ancora un rinvio: non arriverà neanche giovedì 19 settembre nell’Aula della Camera il ddl del governo sul finanziamento ai partiti. Ed è alta tensione nella maggioranza: Pd e Pdl sono ben lungi dal trovare un accordo sui nodi mai sciolti. Tant’è che nel voto in commissione, che procede a rilento, sono stati accantonati tutti gli emendamenti più spinosi: dal tetto di 100mila euro alle donazioni dei privati (voluto dal Pd e osteggiato dal Pdl), alla depenalizzazione chiesta dal Pdl (il Pd dice no), alla norma ‘salva Forza Italia’ (si sta cercando di arrivare a una riformulazione accettabile da tutti i partiti).

Il via libera della capigruppo a un nuovo slittamento a mercoledì prossimo (ma non è detto sia l’ultimo, anche perché il ddl potrebbe essere ‘scavalcato’ da alcuni decreti), arriva dopo la richiesta della commissione alla presidenza della Camera di chiarire se il termine era stato fissato ‘ove terminato’ l’esame in commissione e dunque un rinvio era possibile.

In commissione il M5S si dice non contrario, visto l’andamento dei lavori, ma nella capigruppo vota no al rinvio. Ai deputati del Pd in commissione, raccontano alcuni di loro, lunedì sarebbe arrivata l’indicazione dal governo di non contrarietà a un rallentamento dei tempi. Si evita così, spiegano i dem, di mettere altra carne sul fuoco in giornate già molto delicate. Ma alcuni deputati notano che è stato lo stesso Enrico Letta a spingere per una rapida approvazione del ddl.

Ma intanto il rinvio arriva e la spaccatura Pd-Pdl resta. Il Pdl è infatti pronto alle barricate (e addirittura, riferisce qualche deputato, a minacciare di togliere la fiducia al governo) per impedire che passi la fissazione, cui il Pd non rinunica, di un tetto ai contributi dei privati ai partiti. Nel frattempo, con soddisfazione, il M5S fa prendere atto alla maggioranza di un errore nel ddl del governo, che elimina le sanzioni per l’irregolarità dei bilanci. Si sta preparando un emendamento correttivo del testo..