Strage Bologna, Pdl denuncia Bolognesi: “Vilipendio dello Stato”

Pubblicato il 5 Agosto 2011 20:42 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2011 20:55

BOLOGNA, 5 AGO – Il parlamentare bolognese (e coordinatore cittadino) del Pdl Fabio Garagnani ha presentato un esposto alla Procura sulle parole pronunciate dal presidente dell’associazione delle vittime del 2 agosto Paolo Bolognesi, durante l’ultima commemorazione della strage alla stazione.

”Le sue gravi affermazioni non possono essere lasciate sotto silenzio, non tanto perche’ contenenti critiche di natura politica, quanto perche’ delegittimano in modo inconfutabile lo Stato e le istituzioni democratiche”, ha scritto Garagnani, secondo il quale si configurerebbe la violazione dell’articolo 290 del Codice Penale: ”Vilipendio della Repubblica, delle assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte Costituzionale o l’Ordine Giudiziario.

Secondo l’esponente Pdl, ”certe affermazioni non possono essere tollerate, pena il venir meno della credibilita’ delle istituzioni medesime”, così come ”non è in questione il diritto di critica a qualunque livello e da chiunque espresso, che io pure ho esercitato in varie occasione e che non nego a nessuno, bensì atteggiamenti potenzialmente eversivi dell’ordine democratico che mirano a delegittimare i principi fondamentali dello Stato e della democrazia rappresentativa”.

Per Garagnani, insomma, ”non si può infatti dire che sostanzialmente lo Stato è mandante o spettatore passivo di stragi”.

L’intervento di Bolognesi durante la commemorazione. Ricordando la strage Bolognesi aveva espresso parole dure contro il governo e contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.  ”Nei confronti dei parenti delle vittime -aveva esordito Bolognesi –  non solo della strage di Bologna, il governo ha avuto un comportamento inqualificabile: quest’anno come l’anno scorso non ha inviato alcun rappresentante istituzionale a Bologna. Lo stesso si e’ verificato a gennaio, nella ricorrenza dell’eccidio dei tre carabinieri al Pilastro per mano della banda della Uno bianca. La strategia sembra quella del silenzio, la volonta’ quella di far dimenticare”.