Ticket a 10 euro, tagli alle “pensioni d’oro”, privatizzazioni: ecco la manovra riveduta e corretta

Pubblicato il 13 Luglio 2011 20:53 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2011 20:53

ROMA –  Fare cassa e farlo subito. Anticipando, quindi, nei limiti del possibile alcune misure già previste nel testo originario della  manovra destinate a nel breve a placare l’attacco dei mercati finanziari, e nel lungo periodo (spera Giulio Tremonti), a portare l’Italia verso il pareggio di bilancio. La manovra dopo le correzioni è un’accelerazione complessiva: verranno agganciate prima (nel 2013 e non più nel 2014) le pensioni all’aspettativa di vita. Allo stesso modo scatterà da subito uno dei provvedimenti più controversi della manovra, quello del ticket a 10 euro, sulla sanità. Di corsa anche sul taglio delle agevolazioni fiscali, tra il 5 e il 20%, sempre che il Governo non eserciti la delega fiscale nel 2013.

Pensioni. I cambiamenti più significativi nel testo definitivo della manovra riguardano il capitolo previdenza. Anticipato al 2013 l’aggancio all’aspettativa di vita.  Dal 2013  – si legge nel testo – l’incremento sarà di 3 mesi perchè verrà assorbito l’incremento della speranza di vita già registrato nel triennio precedente risultante superiore (4 mesi). Per gli anni successivi (dal 2016) la stima degli adeguamenti triennali è pari a 4 mesi fino a circa il 2030 con successivi adeguamenti inferiori (3 mesi) fino al 2050 circa. L’adeguamento cumulato al 2050 è pari a circa 3 anni e 10 mesi.

Contributo di solidarietà per le pensioni “d’0ro”. Previsto anche un contributo di solidarietà fino al 2014 per le cosiddette pensioni d’oro, cioè superiori ai 90 mila euro annui. Il contributo ammonta al 5% per la parte eccedente i 90.000 euro, e del 10% per la parte eccedente i 150.000 euro.

Rivalutazione. Sale, infine,  dal 45 al 70% rispetto al testo originario della manovra l’indice di indicizzazione delle pensioni medie, ammontanti a circa il triplo degli assegni minimi (attorno ai 1.428 euro al mese). Confermato la piena indicizzazione inferiori a quella soglia e l’azzeramento per quelle superiori a cinque volte il minimo, ciò di circa 2.380 euro mensili.

Sanità. Scatteranno da subito sia il ticket al 10% per le prestazioni sanitarie, sia quello da 25 euro per gli interventi in codice bianco al pronto soccorso.

Benzina, nessun dietrofront.  Gli aumenti delle aliquote delle accise disposte il 28 giugno 2011 ”restano confermate a decorrere dal primo gennaio 2012”. Lo prevede un emendamento del relatore alla manovra Gilberto Pichetto Fratin. L’effetto sul 2012 e’ di 1,8 miliardi, in parte compensato dal credito di imposta per l’autotrasporto (306 milioni).

Agevolazioni fiscali.  Scatta il taglio alle agevolazioni fiscali tra il 5 e 20 per cento. Gli effetti positivi ai fini dell’indebitamento netto sono attesi in 4 miliardi per il 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014. Il taglio non sarà attuato solo se entro settembre 2013 il Governo esercitera’ la delega per la riforma fiscale.

Novità anche per i Comuni e il Patto di stabilità.  Cambiano infatti i criteri di virtuosita’ dei comuni per l’applicazione del patto di stabilita’ interno. Un emendamento del relatore alla manovra, depositato in commissione Bilancio del Senato, prevede che il primo di tali criteri vi sia la ”convergenza tra spesa storica e costi e fabbisogni standard”. Un altro criterio sara’ ”l’aver operato dismissioni di partecipazioni societarie”.

Privatizzazioni. Si partira’ dalle municipalizzate, le societa’ pubbliche controllate dai comuni, e si potra’ arrivare – dopo il 2013 – alla messa sul mercato di quote dei ‘big’ ancora nel portafoglio del ministero dell’Economia. La manovra riapre il capitolo privatizzazioni.

Entro il 31 dicembre del 2013 il ministro dell’Economia, raccolto il parere del Comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni, mettera’ a punto ”uno o piu’ programmi – e’ scritto nell’emendamento inserito in Manovra – per la dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali; i programmi di dismissione, dopo l’approvazione, sono immediatamente trasmessi al Parlamento”.