Vendola ancora indagato: transazione da 45 mln con l’ospedale “Miulli”

Pubblicato il 12 Aprile 2012 20:54 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2012 20:55

Nichi Vendola (Lapresse)

BARI – Dopo aver ricevuto, in qualità di indagato, l’avviso di conclusione delle indagini per concorso in abuso d’ufficio (avrebbe favorito la nomina di un primario all’ospedale San Paolo), una nuova tegola giudiziaria sul governatore della Puglia, Nichi Vendola. Il leader di Sel risulta infatti indagato anche per la transazione da 45 milioni non conclusa tra Regione Puglia e l’ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti. I reati ipotizzati dalla procura di Bari sono abuso d’ufficio, peculato e falso.

Al centro dell’inchiesta, come riporta il Corriere della Sera, c’è una transazione che ha ricevuto il parere favorevole dell’Avvocatura regionale nonostante quello contrario espresso sia dall’Ares (azienda sanitaria regionale) che del dirigente dell’assessorato. Tale accordo sarebbe servito a chiudere un contenzioso amministrativo da 80 milioni.

Il “Miulli” aveva presentato ricorso al Tar per chiedere il ripiano dei 42,6 milioni di disavanzo maturati dal 2002 al 2007. L’ospedale sosteneva di essersi indebitato per costruire la nuova sede con fondi propri (76 milioni fino a fine 2008) perché non aveva potuto utilizzare i fondi pubblici destinati all’edilizia sanitaria. In pratica il Miulli sosteneva che le spese sarebbero state maggiori rispetto ai rimborsi della Regione per le prestazioni sanitarie. Tra gli indagati ci sono anche gli ex assessori alla sanità Alberto Tedesco e Tommaso Fiore.