Chiesa: il Papa apre le porte agli anglicani sposati

Pubblicato il 20 Ottobre 2009 13:10 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2009 13:16

Papa Benedetto XVI è pronto ad accogliere nella Chiesa cattolica intere comunità di anglicani sposati che intendano rientrare in una “piena e visibile” comunione con Roma e, a questo scopo, ha varato una apposita “Costituzione apostolica”, che prevede l’istituzione di “Ordinariati personali”.

Ciò significa che le comunità anglicane che vogliono rientrare farebbero riferimento al loro vescovo e non a quello diocesano. Attualmente un simile privilegio viene riconosciuto dalla Chiesa cattolica solo all’Opus Dei, che ha una propria prelatura.

La Costituzione Apostolica approvata da Benedetto XVI per i fedeli provenienti dalla Comunione Anglicana “prevede la possibilità dell’ordinazione di chierici sposati già anglicani, come sacerdoti cattolici”, mentre “ragioni storiche ed ecumeniche” hanno fatto escludere “l’ordinazione di uomini sposati a vescovi” così come è esclusa “sia nella Chiesa Cattolica come in quelle Ortodosse”.

Il documento prevede inoltre che “i seminaristi dell’Ordinariato vengono preparati accanto ad altri seminaristi cattolici, anche se l’Ordinariato potrà aprire una casa di formazione al fine di rispondere ai particolari bisogni di formazione nel patrimonio anglicano”.

“In questo modo – spiega la Congregazione della Dottrina della Fede – la Costituzione Apostolica cerca di creare un equilibrio tra l’interesse di conservare il prezioso patrimonio anglicano liturgico e spirituale da una parte, e la preoccupazione che questi gruppi e il loro clero siano incorporati nella Chiesa cattolica”.

Il cardinale William Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha voluto sottolineare in una conferenza stampa tenuta in Vaticano che il Papa ha cercato di “venire incontro in modo unitario ed equo, alle richieste per una piena unione che ci sono state sottoposte da parte di fedeli già anglicani provenienti da varie parti del mondo negli anni recenti. Con tale proposta – ha spiegato – la Chiesa intende rispondere alle legittime aspirazioni di questi gruppi anglicani per una comunione piena e visibile con il vescovo di Roma, il successore di san Pietro”.