Droga: dalla Colombia a Milano 1300 chili di coca. Regia della ‘ndrangheta calabrese

Pubblicato il 14 Febbraio 2011 - 19:49 OLTRE 6 MESI FA

MILANO – L’ultima indagine antidroga dei carabinieri fa emergere, ancora una volta, la capacita’ economica e logistica della ‘ndrangheta in grado di acquistare, da Milano, una partita da 1.300 chilogrammi di cocaina (anzi, in un primo tempo di ben 5 tonnellate) dai famigerati cartelli colombiani.

A trattare questa imponente mole di droga, secondo gli inquirenti è un ‘broker’  vicino alle cosche, Marcello Sgroi, di 59 anni, che intercettato dagli uomini del Nucleo investigativo, nel tentativo di sostenere la figura e la solvibilità dei suoi clienti compratori, affermava: ”Ma dappertutto, in Italia è tutto comandato da siciliani e calabresi! Milano ad esempio è in mano ai calabresi e noi siamo molto amici dei calabresi… quando tu verrai qui vedrai che conosceremo tutti i calabresi e andremo in Calabria…”.

Sgroi, elemento chiave di questa indagine, secondo gli elementi acquisiti dai carabinieri passava tutto il tempo tra Milano, il Sudamerica e la Calabria, ed avrebbe ”fortissimi contatti” con i cartelli anche per una carcerazione scontata in Colombia per reati di stupefacenti.

L’inchiesta, sviluppata in coordinamento con la Dcsa (Direzione centrale per i servizi antidroga) italiana e la Dea (Drug enforcement administration) statunitense, mirava a mettere le mani su questo maxi quantitativo di coca, che però è stato intercettato dalla polizia polacca all’aeroporto di Varsavia il 18 febbraio 2009, e quindi non è mai più  giunta in Italia, dove avrebbe rifornito le cosche calabresi operanti al Nord e in parte anche quelle attive nello spaccio in Calabria.

Con la conseguente derubricazione del reato da traffico internazionale a spaccio (se pur con l’aggravante delle grandi quantità), che pero’ non deve, secondo i carabinieri, trarre in inganno: ”Ancora una volta le cosche dimostrano la loro grande capacità economica e logistica – spiega il Colonnello Antonino Bolognani, comandante del Nucleo investigativo di Milano – tanto che in un’intercettazione rassicurano i colombiani che per loro non è mai un problema di soldi, e che saranno sempre in grado di coprire qualunque cifra necessaria”.

I legami con la Calabria sono continui e testimoniati dalle sette perquisizioni che sono state compiute dai carabinieri in provincia di Reggio Calabria, a Villa S.Giovanni, S.Eufemia d’Aspromonte e Sinopoli. Complessivamente l’operazione ‘Marcos’, dalla fine del 2007 a oggi ha portato all’arresto di 18 persone. Gli elementi di spicco che orbitavano intorno a questo colossale acquisto, secondo gli investigatori sono Antonino Paviglianiti, 59 anni, parente di Domenico Paviglianiti, presunto boss della ‘ndrangheta, Marcello Sgroi, e Luciano Bertelli, ritenuti vicini ai compratori, e i fratelli Antonio e Domenico Vottari, rispettivamente di 39 e 42 anni che secondo i carabineri gestivano lo spaccio nel Milanese tra Cesate e Garbagnate.

Un loro cugino sarebbe stato anche in lista alle ultime comunali per una lista civica in un paese della provincia. L’uomo, però, non è stato eletto.