Israele. Fedeltà allo Stato “ebraico e democratico”, approvata modifica alla legge sulla cittadinanza: devono giurare anche gli arabi

Pubblicato il 11 Ottobre 2010 15:18 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2010 15:37

Chi vuole la cittadinanza israeliana, dovrà giurare fedeltà allo Stato in quanto ”Stato ebraico e democratico”. Il giuramento è obbligatorio anche per arabi, un israeliano su cinque lo è, e per gli stranieri. L’emendamento tanto controverso della legge sulla cittadinanza è passato a tutti gli effetti al Consiglio dei ministri.  Contro hanno votato otto ministri, mentre i voti favorevoli sono stati ventidue.

Gli unici esclusi dall’obbligo sono gli ebrei della diaspora che acquistano cittadinanza con la cosiddetta “legge del ritorno”. Ora tocca al Parlamento ratificare il nuovo diktat di appartenenza a Israele e in caso positivo i palestinesi dovranno solo adeguarsi.

Di fatto il premier Benjaminh Netanyahu ha accontentato le richieste dell’estrema destra, ma i laburisti tacciano il nuovo giuramento come una “deriva fascista”. In una polemica intervista a radio Gerusalemme il ministro laburista Yitzhak Herzog ha detto che questa iniziativa, sostenuta dal partito di destra radicale Israel Beitenu, rientra  ”in una serie di fenomeni nella società israeliana che, ai suoi estremi, confinano con il fascismo”. ”Siamo su una discesa sdrucciolevole e pericolosa. Quanti hanno a cuore la democrazia in Israele devono giudicare con apprensione questo emendamento e lottare contro la sua approvazione”.

Semaforo rosso anche per il presidente della Knesset Reuven Rivlin,  dirigente di spicco del Likud. ”L’emendamento proposto è superfluo e nocivo” ha affermato. E anche fra gli intellettuali israeliani c’è fermento. Alcuni di questi (fra cui il romanziere Yoram Kanyuk, la attrice Hanna Marom e i politologhi Yaron Ezrahi e Sefy Rachlewsky) hanno letto una ”Dichiarazione di indipendenza dal fascismo” nell’edificio di Tel Aviv dove David Ben Gurion, nel 1948, proclamò la indipendenza di Israele.