Kennedy e Vaticano/ No a Caroline ambasciatrice Usa presso la Santa sede perché pro-aborto

Pubblicato il 12 Aprile 2009 21:28 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2009 21:28

Il Vaticano ha bocciato la nomina di Caroline Kennedy ad ambasciatrice Usa presso la Santa Sede perché, seppure cattolica, la figlia del presidente John è ”pro choice”, ovvero favorevole all’aborto.

Almeno altri tre candidati – ma c’è chi assicura anche di più – sono stati rifiutati per la stessa ragione ancor prima che potesse essere formulata la proposta di nomina.

Tra costoro c’è anche Douglas Kmiec, cattolico del partito democratico che ha lavorato per Obama e ha pubblicato un libro spiegando perché i cattolici americani potevano sostenerlo nella corsa alla Casa Bianca. Omama è di confessione protestante.

Sembra quindi sempre più ardua la successione a Mary Ann Glendon, l’ultima ambasciatrice presso la Santa Sede, nominata da Bush e notoriamente vicinissima al Papa.

Il ritardo nella nomina sta creando qualche problema in vista del vertice del G8 di luglio, in Sardegna: per quella occasione Obama vorrebbe incontrare Benedetto XVI, ma la mancata designazione dell’ambasciatore rischia di far rinviare l’udienza.

Anche se ufficialmente la Santa Sede non si è espressa in alcun modo sul nuovo ambasciatore, e non ha peraltro ricevuto proposte ufficiose né tantomeno ufficiali, il veto preventivo della Chiesa Usa verso i candidati di Obama è condiviso in Vaticano.

In linea generale le caratteristiche richieste a un ambasciatore Usa sono l’essere cattolico e il non avere situazioni matrimoniali irregolari. La Segreteria di Stato di Papa Ratzinger, però, dopo anni di luna di miele con Bush – allineato con la Chiesa sulla difesa della vita, meno sulla politica internazionale – si aspetta un ambasciatore non solo cattolico, ma anche ”pro life”, contrario all’aborto.

Il Vaticano, scrive Il Giornale, teme infatti quello che Massimo Franco, autore di ”Imperi paralleli”, il libro sui rapporti Vaticano-Usa, ha definito un ”effetto Zapatero oltreoceano”. Teme, insomma, che Obama si trasformi in uno ”Zapatero planetario”.