I Nobel e le tentazioni della Cina. L’analisi di Ian Baruma

Pubblicato il 8 Novembre 2010 15:55 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2010 15:59

Premi Nobel a cittadini sbagliati: da questo punto parte l’analisi dell’accademico ed esperto di oriente Ian Baruma che spiega la fragilità e l’aggressività della Cina sul Corriere della Sera.

Lo scrittore e saggista parla di “smacco per il governo cinese nel vedere attribuire il Premio Nobel ai cittadini sbagliati”. Poi fa l’elenco: “Il primo cinese sbagliato fu Gao Xingjian, drammaturgo, artista e romanziere in contrasto con il governo di Pechino, insignito della massima onorificenza per la letteratura nel 2000, mentre viveva in esilio a Parigi. L’ultimo è Liu Xiaobo, critico letterario e analista politico”.

Per quest’ultimo i dirigenti cinesi “hanno scatenato un putiferio colossale, scagliando accuse furibonde di congiure contro la Cina”. Dunque nota Baruma “l’atteggiamento inspiegabilmente aggressivo manifestato dalla Cina negli ultimi tempi non può non impensierire i suoi vicini…. È lecito supporre che il Paese si senta alquanto inebriato dall’aver raggiunto la nuova posizione di grande potenza. Per la prima volta, da due secoli a questa parte, la Cina è in grado di farsi ascoltare dal resto del mondo ed è pronta a fare quello che vuole, senza badare alle reazioni degli altri Paesi. Ma non basta questo a spiegare il comportamento cinese. Anzi, la ragione potrebbe celarsi nel motivo opposto, e cioè che la dirigenza cinese comincia ad avvertire qualche scricchiolio al suo interno”.