Obama contro la Fox news: “Sta con i repubblicani, non fa informazione”

Pubblicato il 19 Ottobre 2009 20:36 | Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2009 20:36

Obama non molla la sua crociata contro la stampa di parte e ha annunciato che continuerà la sua battaglia contro la Fox, rea di essere la voce dei repubblicani.

Il team dei più influenti funzionari dell’entourage del presidente americano accusano la rete tv di non lasciare spazio ad altri punti di vista che non siano quelli dell’opposizione. Dal canto suo i giornalisti della rete sono in fermento e non vogliono rinunciare al loro diritto di raccontare anche i retroscena della politica del presidente. Ma lui evidentemente non apprezza e non nasconde di voler fare guerra per rispondere agli attacchi della rete di Murdoch.

«La maggior parte dei loro programmi non sono vera informazione, è chiaro che pendono a favore di un solo punto di vista», ha detto il consulte democratico David Axelrod in un’intervista alla Abc.

«Noi, così come il presidente, guardiamo alla Fox non come una vera testata giornalistica», gli ha fatto eco il capo di Stato Maggiore, Rahm Emanuel.

L’assalto democratico contro il network è cominciato lo scorso week end, quando il capo dell’ufficio stampa della Casa Bianca, Anita Dunn, ha accusato la rete di essere «un’ala del partito repubblicano». In un’intervista alla Cnn, la Dunn ha lanciato una serie di frecciate: «Prendono le loro idee e le mettono in onda, fanno i loro dibattiti e li mettono in onda. Tutto questo va bene finché non si ha la pretesa di essere una fonte di informazione».

Michele Clemente, vice presidente di Fox News ha puntato l’indice contro la strategia messa in piedi dall’amministrazione Obama, ritenuta assolutamente sbagliata e fallimentare: «Sorprendentemente, la Casa Bianca continua a dichiarare guerra alla stamoa invece di concentrarsi sulle questioni critiche che preoccupano gli americani, come posti di lavoro, assistenza sanitaria e le due guerre. La porta rimane aperta e accogliamo con piacere un dibattito sulla questione».