11 settembre: una moschea a due passi da Ground Zero, Obama dice sì

Pubblicato il 14 agosto 2010 8:20 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2010 8:20

Ground Zero a New York

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, riconosce che i musulmani hanno il ”diritto” di costruire una moschea a pochi passi da Ground Zero, dove sorgevano le Torri Gemelle distrutte l’11 Settembre da un attacco degli estremisti islamici di al Qaida.

Obama, quindi, spezza una lancia in favore della costruzione del Cordoba Center, un centro culturale e una moschea che una associazione musulmana intende costruire proprio in uno dei luoghi simbolo degli Stati Uniti. Per il presidente, infatti, in base al principio della libertà religiosa, i musulmani hanno ”il diritto” di costruire il Cordoba. Con una mossa a sorpresa il presidente lo ha spiegato nella serata di sabato 13 agosto  alla Casa Bianca, in occasione di un discorso di fronte alla comunità musulmana americana, poco prima della cena (Iftar) che segna l’inizio del Ramadan, il mese sacro islamico.

Oltre ai principali esponenti della comunità islamica americana e agli ambasciatori dei paesi islamici, la lista degli invitati comprende anche Pietro Sambi, il nunzio apostolico, e Jane Ramsey del Jewish Council on Urban Affairs, una organizzazione ebraica di Chicago, la città di Obama.

L’ipotesi della costruzione di una moschea a Ground Zero divide gli americani, e in particolare fa discutere la comunità ebraica. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, appoggia il progetto, mentre Abraham Foxman, il direttore nazionale della Anti Defamation League (Adl), una delle principali organizzazioni ebraiche e anti razzista, ha chiesto alla comunità musulmana di costruire il centro Cordoba un po’ più lontano da Ground Zero per non urtare la sensibilità delle vittime.

Una richiesta che ha spinto il più famoso dei giornalisti americani di origine musulmana, Fareed Zakaria, a restituire un premio che la stessa Adl gli aveva dato negli anni scorsi. La mossa a sorpresa di Obama, cui si attribuiva l’intenzione di rimanere fuori dalla controversa vicenda a pochi mesi dalla elezioni di metà mandato del 2 novembre, rischia di rilanciare le polemiche con una certa violenza.

Parte della destra americana rimane convinta che il presidente non sia nato negli Stati Uniti, e che sia di religione musulmana, come confermerebbe il suo nome completo, Barack Hussein Obama. Nel suo discorso alla Casa Bianca, in base al testo distribuito in anticipo, Obama ha detto: ”Con la massima chiarezza in quanto cittadino, in quanto presidente, sono convinto che i musulmani abbiano lo stesso diritto di praticare la propria religione come qualsiasi altra persone in questo paese. Ciò comprende il diritto di costruire un luogo di culto e un centro per la comunità su una proprietà privata a Lower Manhattan, nel rispetto delle leggi e delle ordinanze locali”.

Subito prima, Obama aveva insistito sul dolore dei familiari delle vittime dell’11/9, ”un evento profondamente traumatico per il nostro paese”, definendo Ground Zero ”un territorio sacro”, e i terroristi di al Qaida i rappresentanti di ”una volgare distorsione dell’Islam”.