Ucraina. La Ue, trovato accordo, inasprisce sanzioni e colpisce economia russa

Pubblicato il 30 Luglio 2014 11:33 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2014 11:33
Il Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo

BELGIO, BRUXELLES – Stop all’acquisto di azioni ed obbligazioni emesse dalle banche di Stato russe, embargo delle armi, stop alla vendita di tecnologia “dual use” per fini militari e per specifici progetti petroliferi. “L’accordo è stato trovato”: l’Europa alza la voce ed inasprisce le misure contro Mosca, introducendo la temuta “fase tre”, quella delle sanzioni economiche, e inserendo quattro oligarchi del “cerchio magico” del presidente Vladimir Putin, i cosiddetti “croonies”, nella black-list che prevede restrizioni ai visti per l’Unione ed il congelamento dei beni.

E nella serata di martedi sono scattate nuove misure anche dall’altra parte dell’oceano con il presidente americano Barack Obama che ha annunciato nuove sanzioni in settori chiave come energia, armamenti e finanza (nella lista finiscono anche tre banche russe), avvertendo: “Non è una nuova nuova guerra fredda” ma se la Russia continua “pagherà un caro prezzo”, ha detto invitando Putin “a fare la scelta giusta, allentare le tensioni in Ucraina e cercare una soluzione diplomatica”.

Quelle di martedi sono misure che devono suonare come “un forte avvertimento” per la Russia, scrivono i presidenti di Consiglio e Commissione Ue Herman Van Rompuy e Josè Manuel Barroso, “a nome di tutta l’Ue”. “Un segnale forte e unitario” affinchè Mosca “mantenga gli impegni presi”, afferma il ministro degli Esteri Federica Mogherini. L’accordo europeo arriva dagli ambasciatori dei 28 al termine di una maratona che si protrae da giorni, e che ha subito un’accelerazione da quando il volo Mh17, con centinaia di europei a bordo (soprattutto olandesi), è stato abbattuto da “una spirale di violenza fuori controllo” generata dal conflitto che contrappone i ribelli filorussi alle autorità ucraine, con Mosca accusata di continuare ad avere un ruolo destabilizzante.

Anche nelle ultime 24 ore si sono contati diciassette civili morti, tra cui tre bambini, uccisi da tiri di artiglieria a Gorlinvka, uno dei bastioni dei separatisti, a nord di Donetsk. Il consenso sul pacchetto è tale che non è necessario riunire un vertice straordinario dei leader o un consiglio dei ministri degli Affari esteri per nuove discussioni. Il lavoro è stato condotto a stretto contatto con le capitali, che nel giro delle prossime 24 ore daranno l’ok formale e definitivo attraverso una procedura di adozione scritta, prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale Ue, attesa per giovedi sera, e l’entrata in vigore da venerdi. Le misure riguardano i settori indicati dalla proposta della Commissione Ue, che per mesi ha lavorato al risiko degli equilibri degli interessi dei 28 Paesi.

Secondo l’Ue Observer (i dati non sono stati tuttavia confermati ufficialmente), l’impatto economico delle misure sulla Russia, stimato sulla base del testo iniziale presentato dall’esecutivo Ue (che si discosta in parte da quello che ha ottenuto il via libera), è di 23 miliardi di euro per l’anno in corso (1,5% del pil) e 75 miliardi (4,8% del pil) per il 2015. Per l’Ue si valutano invece 40 miliardi per il 2014 (0,3% del pil) e 50 mld per l’anno prossimo (0,4% del pil). Le sanzioni non sono retroattive, hanno durata di 12 mesi e saranno sottoposte a continua revisione. In particolare, per quanto riguarda i mercati finanziari, operatori o individui Ue non potranno più acquistare o collocare obbligazioni e azioni di nuova emissione di banche russe controllate dallo Stato o da istituti di credito di sviluppo, sia sul mercato primario che secondario (una lista degli istituti sarà pubblicata assieme alla lista di sanzioni).

L’embargo delle armi riguarda i nuovi contratti (e quindi non colpisce commesse in atto, come ad esempio quello delle navi francesi Mistral), mentre le restrizioni sull’alta tecnologia riguardano sostanzialmente lo sfruttamento delle risorse petrolifere in merito a tre categorie di progetti: le trivellazioni in acque profonde, esplorazioni per il petrolio artico e lo “shale oil”. In merito alla tecnologia “dual use”, lo stop riguarda quella destinata ad uso militare (“military end user”). Per quanto riguarda i nuovi nomi sulla lista nera, decisi ieri dagli ambasciatori Ue, è stato specificato che si tratta di otto nomi di individui – quattro di questi della stretta cerchia di Putin – e di tre entità. In questo caso la lista è attesa per mercoledi in tarda serata.