Usa: i repubblicani bloccano il dibattito sulla riforma finanziaria

Pubblicato il 27 Aprile 2010 0:25 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2010 0:40

I repubblicani bloccano il dibattito sulla riforma della finanza in Senato. Il voto procedurale per proseguire la discussione sulla proposta democratica di riforma di Wall Street si è chiuso con 41 voti contrari e 57 favorevoli, ovvero meno dei 60 necessari per andare avanti.

A esprimersi contro il dibattito sul progetto di riforma di Wall Street oltre ai repubblicani anche il democratico del Nebraska Ben Nelson. Repubblicani e democratici restano divisi su alcuni temi chiave, fra i quali la regolamentazione dei derivati.

I repubblicani avevano minacciato di bloccare il progetto nel caso in cui non avessero raggiunto prima del voto procedurale un’intesa con i democratici per una profonda revisione del progetto.

Il braccio di ferro tra democratici al potere e repubblicani all’opposizione sulla riforma finanziaria americana è durato fino all’ultimo. Il responsabile dei repubblicani, Richard Shelby dell’ Alabama, si era detto convinto che i senatori del suo partito, 41 su un totale di 100, sono pronti a votare compatti per ritardare l’apertura del dibattito parlamentare sulla riforma, una delle priorità del presidente Usa Barack Obama per evitare il ripetersi della crisi del 2008.

Shelby ha precisato però che il suo partito non è affatto contrario ad una riforma, con regole più stringenti per banche ed istituti finanziari, una ipotesi che il 65% degli americani approva secondo un sondaggio AbcNews e Washington Post, pubblicato proprio a poche ore dal voto cruciale del Senato. Il senatore repubblicano, che ha lavorato in collaborazione con il suo collega democratico del Connecticut Chris Dodd, mira in realtà ad ottenere qualche concessione in più dal partito al potere.

Non avendo più la maggioranza qualificata del 60% indispensabile per accelerare i tempi del dibattito, il partito democratico deve scendere a patti con l’opposizione se vuole evitare lo spettro dell’ostruzionismo. Lo stesso Shelby ha chiaramente spiegato di essere favorevole ad un dibattito parlamentare e ad una riforma. “Spero che qualunque sarà l’accordo raggiunto, ne discuteremo insieme in aula, trovando un accordo di maggioranza tra democratici e repubblicani. E’ questo il mio obiettivo”, ha indicato il senatore dell’Alabama.

Le differenze più spiccate tra democratici e repubblicani riguardano in particolare i derivati (cioé i prodotti finanziari che scommettono sul futuro e sono considerati tra i principali responsabili della crisi), oltre a future ed eventuali operazioni di salvataggio finanziario con il denaro dei contribuenti.