Wikilekas, Israele, Saddam e pena di morte: le aree di scontro tra Vaticano e Usa

Un elenco delle aree in cui Usa e Vaticano possono ”lavorare in maniera costruttiva” e, per contro, la lista dei settori in cui ”ci si aspettano difficoltà”. E’ uno dei nodi affrontati in un ‘cable’ che Wikileaks pubblica sotto il titolo ”Il Vaticano – il potere sovranazionale”.

Il documento confidenziale proveniente dall’ambasciata Usa presso la Santa Sede, in realtà, è datato perché risale al 3 luglio 2001, ma dà comunque un’idea dell’immagine che gli Stati Uniti avevano del Vaticano.

Il cable fa prima un’introduzione, in cui descrive la Santa Sede, definita ”un’entità sovranazionale che ha la sua capitale e la sua manifestazione territoriale nello Stato della Città del Vaticano”.  Ci sono anche dei brevi cenni storici: ”Nel Medio Evo esercitò il proprio potere temporale sulla penisola italiana, poi completamente perso tra il 1870 e il 1929”.

Nella parte finale del documento sono elencati i punti di contatto e quelli in cui invece, nel luglio 2001, ci si aspettava ”il permanere di difficoltà nei prossimi 12 mesi”. In quest’ultima sezione figurano al primo posto Medio Oriente e Iraq. ”Il Vaticano – si legge – continuerà ad opporsi ai nostri sforzi per isolare Saddam Hussein. Dovremmo prendere atto del fatto che non darà supporto ai nostri sforzi in Iraq e che dovremmo trovare il modo di limitare l’interferenza vaticana nelle nostre iniziative. In Israele, il Vaticano continuerà a tentare di inserirsi nella questione dello Stato di Gerusalemme”. Al secondo punto c’è la ”pena di morte” che ”il Vaticano continuerà a condannare”.

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