Appoggiare Trump ma anche no. Meloni e Salvini e le posizioni contrastanti nel centrodestra (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
I due principali partiti “trumpiani” presenti in parlamento, Fratelli d’Italia da una parte e la Lega di Salvini dall’altra, sembrano dividersi su quanto sta accadendo in Venezuela.
La posizione più scomoda è sicuramente quella della premier Giorgia Meloni che, a causa della sua stretta vicinanza politica con il tycoon, non può che approvare quanto accaduto in Venezuela dove sarebbe avvenuta, a detta della premier, un'”azione legittima”. La leader di Fratelli d’Italia ha però cercato di dare anche un “calcio alla botte” sentendo al telefono Maria Corina Machado, la presunta leader dell’opposizione di destra venezuelana in realtà scaricata da Trump stesso. Alla Machado, la Meloni ha detto che “l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela”.
Ed è però sempre la stessa Meloni ad aderire alla richiesta da parte dell’Unione Europea (tutti, tranne l’Ungheria di Orban, un altro alleato strategico di Trump,) affinché in Venezuela ci sia “una transizione pacifica verso la democrazia guidata dai venezuelani e rispettosa della sovranità del Paese”. Insomma un secondo “calcio alla botte, una nuova giravolta che mostra un certo affanno. Anche perché la presidente del Consiglio italiana è ben consapevole che Trump ha sfasciato definitivamente il diritto internazionale aprendo a scenari e conseguenze imprevedibili e scomode per tutti, anche per chi pensa che la sua azione politica sia la migliore sul campo.
Posizioni contrastanti nel centrodestra
Se la Meloni oscilla tra sostegno ed appoggio e la necessità di non rompere con la posizione europea, dall’altro trumpiano di ferro arriva una frase che è più che una sfumatura diversa. Matteo Salvini sembra mantenere una sua coerenza (per una volta) trattando la questione venezuelana come quella ucraina. A prevalere deve essere la diplomazia per Salvini. Queste le sue parole: “Nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo. Detto questo, per la Lega la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia”.
Trump divisivo per tutti. Anche per i suoi alleati italiani.
