(Foto Ansa)
“Meloni galleggia, ma poi non fa niente. Dove sono gli interventi sulla crescita, a partire dall’Automotive? Ma il problema non è inserire qualche nuovo reato o aumentare le pene su quelli che già ci sono. Il problema è il presidio e controllo del territorio”. Lo afferma, in un’intervista a Il Messaggero, Carlo Calenda, leader di Azione. “Quello che ho proposto alla stessa Meloni e a Crosetto – aggiunge -: assumere 12 mila carabinieri, a cui fare il training per le missioni Nato e che nel frattempo mettiamo in strada”.
“Le nostre stazioni sono un problema – prosegue -. Non credo che la sicurezza sia un tema di destra, il problema è la certezza della pena: ma in galera non ci va nessuno, i controlli non li fa nessuno. Non si risolve aggiungendo il reato di maranzaggine, o spettacolarizzando certe misure. Sui rimpatri, ad esempio, abbiamo proposto un centro in ogni regione per gli irregolari che delinquono”.
Quanto alla sinistra, Calenda la definisce “una sciagura. Sembra un collettivo studentesco nel quale M5S fa concorrenza al Pd per fare presa su un elettorato anti-occidentale, che preferisce gli ayatollah agli iraniani liberi, Maduro e i sostenitori di Putin. Una sinistra così ideologica rappresenta un rischio per la linea politica del Paese”. Riguardo a Elly Schlein, Calenda afferma di essere colpito dal “suo costante silenzio rispetto a certe posizioni di M5S. Ormai è la vice di Giuseppe Conte, che è molto più bravo di loro a fare politica. Anche se ovviamente non ne condivido nulla”. Intanto voterà Sì alla separazione delle carriere. “È una riforma buona, sulla quale sono d’accordo, era nel nostro programma e se il governo Meloni fa una cosa che condivido la voto” conclude.
