Con il corteo di Roma del movimento No Kings debutta il fermo preventivo voluto nell'ultimo decreto sicurezza (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Il decreto sicurezza 2026 ha introdotto all’articolo 7 una nuova misura per la gestione dell’ordine pubblico nelle città: si tratta del cosiddetto fermo preventivo tecnicamente chiamato accompagnamento coattivo. Può essere messo in campo solo in caso in cui si possa essere in presenza di possesso di armi o altri oggetti atti ad offendere e se si tratta di soggetti che hanno precedenti per reati violenti legati a manifestazioni. Il fermo può essere revocato se mancano i presupposti, deve durare al massimo 12 ore, e prevede che venga sempre avvisato un magistrato.
La norma è stata applicata tra le prime volte nella manifestazione del movimento No Kings in corso a Roma, dove sono scattate identificazioni e controlli preventivi su scala ampia. Tra le “vittime” del fermo preventivo si è pensato che fosse finita anche Ilaria Salis controllata da agenti di Polizia nella sua camera d’albergo prima dell’inizio del corteo di Roma. Si è poi scoperto che, stando a quello che ha detto la Questura di Roma, si è trattato di un controllo richiesto dalla Germania e rientrante in quelli che vengono effettuati all’interno dei Paesi che nella Ue hanno aderito a Schengen.

A cosa serve il fermo preventivo
Il fermo preventivo consente alle forze di polizia accompagnare una persona negli uffici di polizia. Qui, la persona può essere trattenuta fino a 12 ore impedendo così alla persona di partecipare alla manifestazione. La misura è preventiva e non penale e viene applicata prima che possano essere compiuti dei reati. Si intende evitare che soggetti ritenuti pericolosi possano creare disordini durante cortei o eventi pubblici.
Anche in occasione della manifestazioni del movimento No Kings, le forze dell’ordine hanno effettuato identificazioni preventive e controlli mirati monitorando diversi partecipanti alla manifestazione utilizzando così tutti gli strumenti che servono ad intervenire prima di eventuali disordini messi in campo dalla legge.
Durante il corteo di Roma a cui stanno partecipando più di 700 sigle diverse tra associazioni e realtà sindacali sono stati schierati circa 1000 agenti. I manifestanti si sono organizzati in caso possano esserci delle identificazioni magari a seguito di incidenti: sono stati forniti diversi numeri di telefono di avvocati presenti in piazza pronti ad intervenire.
