Crisi in Venezuela, Gentiloni: "Temo le picconate al nuovo ordine mondiale. E l’Europa che balbetta" (foto ANSA) - Blitz quotidiano
In una lunga intervista al Corriere della Sera, l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni offre una lettura critica dell’attuale scenario internazionale e dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Secondo Gentiloni, la linea dell’amministrazione americana segna una rottura profonda con il passato, mentre il governo italiano fatica a riconoscerlo apertamente. “Penso sia una cosa ormai ovvia ed evidente. Soltanto il governo italiano cerca di non ammetterla o addirittura nasconderla per ragioni di affinità ideologica, che cozzano contro i nostri interessi nazionali. Non solo l’Europa non è più una priorità per Trump, ma è un problema, perché difende valori, diritti, regole che l’America di oggi non vuole più riconoscere e rispettare”.
Gentiloni sottolinea come questo cambiamento rappresenti un colpo ulteriore a un equilibrio globale già fragile: “Da un lato – aggiunge – festeggio e non me ne vergogno, dall’altro osservo che siamo davanti a una nuova picconata contro un ordine internazionale vacillante”.
Venezuela e nuovo assetto mondiale
L’ex premier affronta poi il tema della caduta del regime venezuelano, evidenziando sentimenti contrastanti. “Penso che ci sia grande sollievo per il fatto che un dittatore spietato come Maduro è stato tolto di mezzo – prosegue Gentiloni -, ma allo stesso tempo c’è forte preoccupazione per ciò che questo tipo di intervento rappresenta per un ordine globale già molto pregiudicato”. Pur riconoscendo i rischi, Gentiloni rivendica con chiarezza la portata positiva dell’evento: “Non mi faccio scrupolo di dire che la caduta di un regime catastrofico per il Venezuela e l’apertura di uno spiraglio per una transizione democratica dovrebbe far piacere a tutti, non solo ai venezuelani”.
La riflessione si allarga poi a una visione più ampia: “Quindi non mi limiterei a dire che torna l’imperialismo predatorio degli Usa, ma che avanziamo verso un nuovo assetto del mondo, come d’altronde già teorizzato da Trump. Quello in cui contano alcune grandi potenze, che pensano di poter spadroneggiare ciascuna a casa propria”.
Il rischio caos e il ruolo dell’Europa
Nell’ultima parte dell’intervista Gentiloni mette in guardia dai pericoli legati al venir meno delle regole condivise. “Il rischio – afferma ancora Gentiloni – è che la fine delle regole contagi altre potenze e porti il mondo verso il caos. Basta osservare quanti Paesi si rimettono in corsa per dotarsi di armi nucleari”. Pur riconoscendo le difficoltà dell’Unione, l’ex premier respinge l’idea di un’Europa irrilevante: “L’Europa balbetta e lo fa in modo stonato. Tuttavia, non dobbiamo ricavare da voci così flebili e discordanti l’impressione che sento affermare troppo spesso di una Europa marginale”.
Al contrario, ribadisce con forza il suo ruolo strategico: “L’Europa è la barriera principale al nuovo disordine. Ma se non ne prendiamo atto, dovremo rassegnarci a vedere qualcuno comandare in un’area che comprende parti consistenti dell’Unione europea”, conclude Gentiloni.
