Fico presenta la sua giunta in Campania, solo 4 donne e nessuna è del Pd. Eppure la Schlein qualche mese fa... (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Dopo mille peripezie non proprio facili, finalmente Roberto Fico, il neo governatore della Campania, ha presentato la sua giunta. Una bella foto di gruppo in cui appaiono undici maschietti e solo quattro donne, alla faccia della parità dei sessi. Ma forse non è questo il nocciolo del problema: quello vero è che delle quattro nuove consigliere in gonnella nemmeno una è del Pd. Il partito di Elly, la grande supporter del campo largo, è sparito. Eppure, per arrivare a trovare la quadra del governo campano, si dovettero sudare le proverbiali sette camicie.
Fico è stato uno dei grandi grillini di un tempo quando i 5Stelle raggiunsero oltre il trenta per cento delle preferenze sbaragliando a sorpresa tutti gli avversari, Fico divenne presidente della Camera, vale a dire il numero tre della nostra Repubblica. In pochi lo conoscevano, nemmeno coloro che mangiano pane e politica tutti i giorni avevano notizie delle sue gesta. Poi, dopo il trionfo, scomparve nell’oblio, relegato nella sua Napoli e diventando il provetto nocchiero di una imbarcazione che non valeva tutti quei soldi che la destra, all’opposizione, riteneva fosse una “cosa da ricchi”. Pur di far trionfare le forze di sinistra, la Schlein dovette accettare la proposta dei 5 Stelle e di Giuseppe Conte il quale, pur non essendo in sintonia con le idee di un uomo “inventato” da Grillo, accettò la spinta di quella minoranza che nel movimento aveva ancora voce in capitolo.
Il Pd la ritenne una grande vittoria. Elly in foto, appariva sorridente e abbracciata al nuovo governatore. La Campania aveva respinto l’attacco della destra e del governo che voleva strappare lo scettro alla maggioranza regionale. Sorrisi, grandi promesse, finalmente la segretaria di via del Nazareno poteva dirsi soddisfatta e dimostrare che, uniti, si poteva vincere non solo in periferia (definiamola così), ma anche a livello nazionale. Le elezioni politiche del 2027 ne sarebbero state una prova.
Ora, tutte queste belle prospettive sono state “ridimensionate” perché in giunta il presidente non ha scelto nemmeno una donna del Pd. Non è una decisione di poco conto se la dobbiamo paragonare a quello che la grande sinistra si proponeva. Dov’è finito il campo largo o il successo tanto decantato dalla Schlein? Ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, “l’amicizia” fra dem e pentastellati viene messa in discussione. Hai voglia a sostenere che ormai tra le due maggiori forze della sinistra non esistono attriti. La verità è un’altra: l’avvocato del popolo, vuole diventare lui il numero uno dell’opposizione nazionale, essere il vero interlocutore con cui Giorgia dovrà discutere e anche combattere. Nessuno dei 5Stelle nega che il Pd ha tante preferenze in più. Ma quando la discussione si sposta su problemi più concreti, Giuseppe Conte ritiene che a dare le carte in futuro dovrà essere lui. Non si diventa due volte presidente del consiglio se non si hanno i numeri.
Così, l’unione voluta e desiderata da Elly, dovrà fare i conti con i suoi stessi alleati il giorno in cui si dovessero organizzare le primarie per scegliere democraticamente chi sarà il portavoce dell’opposizione. Giuseppe Conte va bene e poi? Gli aspiranti sono numerosi perché una certa parte dei dem non vede l’ora di far fuori la segretaria per la svolta “troppo a sinistra” che ha voluto dare al partito, Non sono personaggi di poco conto quelli che si oppongono alla Schlein: si possono considerare di serie B uomini come Romano Prodi, Dario Franceschini, Lorenzo Guerini e l’ex direttore delle agenzie delle entrate Ernesto Ruffini? Se a questo gruppo si aggiunge anche il nome di Silvia Salis, il sindaco di Genova, nuova stella del firmamento del Pd, il quadro è completo. Anzi, no: ad alzare la voce sono oggi anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli che aspirano ad avere un ruolo di maggior rilievo nel campo largo. Povera Elly: quante gatte da pelare dovrà ancora combattere!
In Campania pure l’opposizione ha dimenticato quello che una volta si definiva il sesso debole. Nella solita foto di gruppo scattata dopo la composizione della giunta, si sono messi in mostra i consiglieri che dovranno ostacolare il cammino della nuova maggioranza: tredici uomini, nemmeno una donna. Dove sono finite le femministe se rimangono zitte dinanzi a questo sgarbo non solo politico?
Meno male che si fa sentire l’immancabile Matteo Renzi, il quale ha continuato un paio di giorni fa a sparare a pallettoni contro il governo. “Non avete garantito la sicurezza della pena”, ha sostenuto rivolgendosi soprattutto al ministro Piantedosi, il quale gli ha risposto con una sola cifra: “Quando governava la sinistra i reati erano aumentati del 18 per cento”. Renzi non ha alzato le braccia, ha proseguito a criticare il governo guidato da Giorgia Meloni. Poi è andato ad un direttivo di Italia Viva, il suo partito, e agli esponenti riuniti a convegno, ha detto che lui voterà “sì” alla riforma della giustizia. Insomma: la coerenza proprio non gli appartiene.
