(Foto Ansa)
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Le mire degli Stati Uniti sulla Groenlandia continuano a far salire la tensione tra Washington e le capitali europee.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto ai legislatori che le recenti minacce dell’amministrazione non indicano “un’invasione imminente” e che l’obiettivo sarebbe piuttosto “acquistare l’isola dalla Danimarca”, secondo quanto riferisce il Wall Street Journal. Le parole di Rubio sono state pronunciate durante un briefing a porte chiuse con la leadership del Congresso, incentrato soprattutto sull’operazione per catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sui piani per il futuro del Paese.
In Europa, però, cresce l’allarme. I principali leader del continente, da Emmanuel Macron a Giorgia Meloni, da Friedrich Merz a Keir Starmer, respingono le mire statunitensi nel timore che Donald Trump possa valutare anche l’uso della forza. “Il Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, fa parte della Nato. La sicurezza nell’Artico deve essere garantita collettivamente, in collaborazione con gli alleati”, affermano, rispondendo alla tesi del tycoon secondo cui gli Stati Uniti “hanno bisogno” dell’intera isola per ragioni di sicurezza nazionale.
Nel tentativo di rassicurare Washington, la Danimarca ha annunciato il rafforzamento della propria presenza militare in Groenlandia. Parallelamente, secondo The Economist, gli Stati Uniti starebbero lavorando a un possibile accordo diretto con Nuuk, escludendo Copenaghen, sul modello dei “Compact of Free Association”, che consentirebbero alle forze armate americane di operare liberamente sull’isola in cambio di vantaggi economici e commerciali.
Resta però sullo sfondo l’ipotesi dell’uso della forza. “L’acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale” e “l’impiego delle forze armate è sempre un’opzione”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Ancora più esplicito Stephen Miller, vice capo dello staff della Casa Bianca e uno dei consiglieri più influenti e ideologicamente duri di Trump: “Nessuno affronterà militarmente gli Stati Uniti per il futuro della Groenlandia. Viviamo in un mondo governato dalla forza e dal potere”, ha detto alla Cnn, mettendo persino in dubbio la sovranità danese sull’isola.
A chiudere, la posizione dell’Unione europea, formalizzata ieri in una dichiarazione congiunta: “La sicurezza artica è una priorità chiave” e “spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sul proprio futuro”, nel rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’inviolabilità dei confini.
