(Foto Ansa)
Politica in fermento. Oggi i big del centrosinistra scendono in campo per il “NO” alla riforma della giustizia che prevede la separazione delle carriere fra magistrati e giudici. Si tratta della prima volta che i leader (e dintorni) mettono la faccia su una iniziativa referendaria e lo fanno tutti insieme, uniti e risoluti sul palco. Uno accanto all’altro. Ci saranno la segreteria del PD Elly Schlein con il presidente del M5S, Giuseppe Conte e i leader AVS, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. E’ l’avvio delle iniziative del comitato “Società civile per il No al referendum costituzionale” presieduto da Givanni Baacheket, già deputato Pd e figlio del giurista Vittorio ucciso dalle Brigate Rosse nel febbraio 1980 in un agguato all’Università La Sapienza di Roma dove insegnava diritto amministrativo.
Sul palco anche Landini, Parisi e Colombo
Accanto ai promotori ci saranno tre figure di primo piano: il segretario della Cgil, Maurizio Landini; il premio Nobel, Giorgio Parisi e l’ex pm di Mani Pulite, Gherardo Colombo. Finora i partiti – di maggioranza e opposizione – si sono limitati a sostenere i rispettivi comitati. Ora l’improvvisa accelerazione del fronte d’opposizione anche contro le mosse del centrodestra per una nuova legge elettorale. Dice il senatore Alessandro Alfieri, responsabile Riforme del Pd: ”Le riforme si fanno con il confronto. Finora non c’è mai stato; non accetteremo forzature, come hanno fatto su autonomia differenziata e premierato. La legge elettorale? Non è la priorità ma, se decideranno di aprire un confronto in maniera trasparente, noi le nostre idee le abbiamo: alla base ci devono essere rappresentanza e governabilità“.
Momento delicato
La politica sta vivendo un momento difficile come ha dimostrato il duello al Senato fra Piantedosi e Renzi. Giorgia Meloni 49 anni dopo Andreotti, riprende il rito della conferenza stampa al suo quarto appuntamento consecutivo. Il tifo per Hannoun sta spaccando i Grillini, Conte scavalcato. E poi c’è il calendario fitto degli scioperi indetti dalla CGIL che coinvolgeranno il settore dei trasporti in varie città e regioni d’Italia dopo un anno che ha già contato 8 scioperi generali e in totale 536 scioperi effettivi, 44 al mese, un po’ più di uno sciopero al giorno. Senza dimenticare il ritorno della violenza nel giorno di Acca Larentia che ha determinato l’intervento di Giorgia Meloni (“serve una pacificazione”).
