Iran, le proteste finiscono nel sangue: "Sparatorie di massa, almeno duemila morti". Trump: "I leader iraniani vogliono trattare" (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Al sedicesimo giorno di proteste in tutto l’Iran, la repressione si è trasformata in un bagno di sangue con centinaia di morti, che in realtà sarebbero oltre duemila, stando a quanto denunciato dalla Fondazione Narges, creata e guidata dall’attivista iraniana Narges Mohammadi, insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2023. La protesta continua a crescere. Secondo Human Rights Activists News Agency (Hrana), invece, i morti sarebbero almeno 544 tra i manifestanti, ma il bilancio resta incerto e verosimilmente più alto. Le persone arrestate sarebbero oltre 10.600. Hrana segnala anche 48 morti tra le forze di sicurezza. Numeri difficili da verificare, ma che restituiscono la portata della repressione.
Teheran avverte, Trump risponde
Il presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf, ha dichiarato: “Qualsiasi attacco statunitense porterà l’Iran a reagire contro Israele e le basi militari americane nella regione, che saranno obiettivi legittimi”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nella giornata di martedì si riunirà alla Casa Bianca con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine. Trump ha dichiarato che sta valutando una possibile azione militare contro l’Iran: “Stiamo valutando la situazione con molta serietà. Le forze armate la stanno esaminando e stiamo valutando alcune opzioni molto concreto. Prenderemo una decisione”.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato a un incontro con diplomatici stranieri che la violenza è aumentata nel fine settimana, ma che “la situazione è ora sotto controllo totale”. “Teheran è pronta alla guerra e al dialogo”, ha dichiarato Araghchi dopo che il presidente Trump ha riferito, a bordo dell’Air Force One, che “i leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione”. Araghchi ha anche parlato del blackout di internet in Iran, affermando che “i servizi internet saranno ripristinati in coordinamento con le autorità di sicurezza”.
