La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 3 giugno - Blitz Quotidiano
Sono diverse le notizie di oggi in apertura sui quotidiani: la morte dei quattro braccianti nel Cosentino, bruciati vivi da due uomini fermati con l’accusa di omicidio plurimo e pluriaggravato; le celebrazioni di ieri per la festa della Repubblica; gli attacchi russi sui civili in Ucraina e l’avanzata israeliana in Libano. “Bruciati vivi perché volevano essere pagati”, è l’apertura di Repubblica. “Libano, le bombe e la lite”, è invece la prima pagina del Corriere della Sera. “Torna l’asse Schlein-Landini. Chiodo fisso: la patrimoniale”, titola La Verità.
La rassegna stampa di oggi:
“Bruciati vivi perché volevano essere pagati” (La Repubblica).
“Libano, le bombe e la lite” (Il Corriere della Sera).
“Parata militare? Sì, in Europa”, di Paolo Mieli: “Cinquant’anni fa quella del 2 Giugno era una parata rituale a contestare la quale c’erano solo gli antimilitaristi radicali di Marco Pannella e qualche piccolo gruppo di pacifisti. Poi per decenni quell’esibizione della nostra potenza militare fu soppressa. Finché, all’inizio del suo settennato, l’ha riportata in vita Carlo Azeglio Ciampi ma nelle forme attuali ad un tempo patriottiche, festose e prive di muscolarità. Anche se non può sfuggire il significato del fatto che reparti in divisa e non sfilino inquadrati e rivolgendo il saluto militare al capo dello Stato. Ci si potrebbe domandare: cosa c’entra una parata con la ricorrenza del giorno in cui l’Italia decise di darsi una forma repubblicana?”.
“Non è mai finita” (La Stampa).
“Energia, sì della Ue alla flessibilità” (Il Sole 24 Ore).
“La Repubblica del futuro siamo noi” (Il Messaggero).
“Il valore della piazza”, di Paolo Pombeni: “È una celebrazione molto impegnativa quella degli ottant’anni della repubblica e della elezione della Assemblea Costituente che doveva dare al Paese la sua nuova Carta fondamentale. Non solo perché invita a riflettere su una storia ormai lunga, ma perché si colloca in un momento in cui la memoria di quegli eventi viene strattonata nella polemica politica, cercando di stabilire chi fra le componenti è davvero figlio, chi solo figliastro, chi estraneo in rapporto a quelle radici. Mattarella ha scelto, senz’altro dopo adeguata riflessione, di rispondere all’uso divisivo di quelle memorie tornando a ribadire che Repubblica e Costituzione non sono solo due momenti storici isolati…”.
“È tornato il terrorismo” (Il Giornale).
“Fondata sui lavoro” (Il Manifesto).
“Droni non ci sono paragoni” (Il Fatto Quotidiano).
“Facce tricolori”, di Marco Travaglio: “Mai come quest’anno, l’80° della Repubblica, la parata del 2 Giugno è suonata così vuota, retorica e ipocrita. Persino i cavalli deportati per la baracconata prendono a pretesto due petardi per darsi alla fuga. Il presidente Mattarella, circondato da star e starlet, intona la consueta omelia sulla Costituzione che ripudia la guerra…”.
“Orrore caporalato” (Avvenire).
“I disertori” (Libero).
“Torna l’asse Schlein-Landini. Chiodo fisso: la patrimoniale” (La Verità).
“Putin semina morte in Ucraina. Kiev chiede difese aeree agli Usa” (Domani).












