La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 4 maggio - Blitz Quotidiano
La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa ai negoziati fra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente e alla visita a Roma del segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che nella giornata di giovedì incontrerà Leone XIV e forse la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Trump, nuovo sgarbo a Meloni”, titola La Stampa. “La missione Usa per incontrare il Papa e Meloni”, è invece la prima pagina del Corriere della Sera. “Elly ha un’ideona per fermare Trump”, è l’apertura di Libero.
La rassegna stampa di oggi:
“Libero le navi a Hormuz” (La Repubblica).
“La missione Usa per incontrare il Papa e Meloni” (Il Corriere della Sera).
“Le radici del pacifismo italiano”, di Ernesto Galli della Loggia: “La storia proietta i suoi effetti sui tempi lunghi, la storia è solita dare appuntamenti non per l’indomani ma a distanza di decenni. È dunque solo oggi che vediamo con chiarezza che cosa ha significato per l’Italia la Seconda guerra mondiale e la sconfitta subita, che cosa essa ci ha lasciato in eredità. La definirei «la sindrome dell’inerme». A differenza della prima, la Seconda guerra mondiale coinvolse in misura massiccia la popolazione civile e devastò insieme ai centri urbani grandi parti del territorio di mezza Europa. In Italia moltissime furono le vittime innocenti, donne, vecchi, bambini. Fu l’esito complessivo della criminale superficialità del duce del fascismo che ci portò a dichiarare guerra contemporaneamente agli Stati Uniti, all’Impero britannico e alla Russia sovietica: praticamente alla metà del globo terrestre”.
“Trump, nuovo sgarbo a Meloni” (La Stampa).
“Mutui, l’inflazione rimette in gioco le scelte sulla casa” (Il Sole 24 Ore).
“Rubio in Missione dal Papa” (Il Messaggero).
“Il coraggio che ora serve all’Europa”, di Angelo De Mattia: “Nel ruolo che (non) sta svolgendo, l’Unione sembra smentire la previsione di Jean Monnet che cioè l’integrazione sarebbe proseguita e affermata nella e per la crisi. Quanto ora sta avvenendo a livello internazionale riecheggia, fatti i dovuti cambiamenti, la massima di Federico Bastiat “Quando non passano le merci, passano gli eserciti”. Da ultimo, ben si vede un collegamento, sia pure “sui generis”, tra commerci e reazioni sul piano militare: l’imposizione di un dazio del 25 per cento su automobili e autocarri, da parte dell’amministrazione Trump, come dichiarata conseguenza di una presunta sinora mancata attuazione degli accordi tariffari Unione-Usa dell’agosto scorso, e il preannunciato ritiro di 5 mila soldati americani dalle basi tedesche”.
“La jihad delle ferie. I sindacati di Allah vogliono i permessi per il Ramadan” (Il Giornale).
“I campani incoronano Marina. FI: Lei è la regista del partito” (Il Fatto Quotidiano).
“Elly ha un’ideona per fermare Trump” (Libero).
“Donald trema, stanno arrivando i pasdaran del Pd”, di Mario Sechi: “Qual è la ricetta del campo largo per governare l’Italia? Non si sa. Le dichiarazioni dei leader sono in tre stati: gassoso, rissoso, spassoso. Mancano di concretezza, sono confliggenti, fanno ridere. Giuseppe Conte (a cui auguro una rapida guarigione, forza) propone più spesa e pace. Come coprire la spesa e fare la pace è un mistero, un atto di fede. Elly Schlein propone una variante altrettanto fantasiosa, più pace e più spesa. Sulla pace ieri ha dato un saggio delle sue capacità di analisi e pragmatismo, sposando la fine del conflitto con lo scenario economico. La segretaria del Pd ha detto che il modo migliore per evitare altri rincari di carburanti e benzina, ma anche del gas e del prezzo dell’energia, che in Italia purtroppo è il più caro d’Europa, è fermare queste guerre illegali”.
“I musulmani vogliono persino il Ramadan festa nazionale” (La Verità).
“Gli attivisti della Flotilla in catene Iran, la crisi di Hormuz sarà lunga” (Domani).










