Mario Monti boccia Meloni e Merz e Berlino sul Financial Times: "Cercano consensi, altro che competitività, ipocriti" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
“Pur dichiarando apertamente il loro sostegno al mercato unico”, l’Italia e la Germania “propongono azioni che ne aggraverebbero la frammentazione: una deregolamentazione decisa e l’allentamento dei vincoli sugli aiuti di Stato”.
“Berlino nel lungo perido rafforzerà i cinesi”
È l’affondo dell’ex premier Mario Monti in un editoriale sul Financial Times dal titolo ‘Gli europei devono porre fine all’ipocrisia per prosperare’.

“Entrambi i governi sono particolarmente vicini agli interessi delle imprese. Ciò è apparso evidente soprattutto nella loro riuscita campagna per rivedere la politica dell’Ue sulla transizione verde. Questo potrebbe aver concesso una tregua alle rispettive industrie automobilistiche, ma nel lungo periodo probabilmente rafforzerà la competitività cinese”, denuncia Monti.
“Capisco la Germania, ma perché l’Italia la segue?”
L’ex presidente del Consiglio punta poi il dito contro la posizione italiana. “Sebbene sia comprensibile che la Germania voglia allentare le restrizioni sugli aiuti di Stato” in virtù del suo maggiore margine di bilancio, “è difficile capire perché il governo italiano, privo di risorse comparabili, sostenga tale iniziativa. È contraria ai suoi interessi nazionali, così come a quelli dell’Ue”.
Monti contesta inoltre la narrativa sulle “cosiddette tariffe interne che entrambi i governi” di Roma e Berlino “attribuiscono alla regolamentazione dell’Ue”.
Alla loro base, sostiene, è “in realtà il mancato rispetto, da parte dei governi nazionali, delle norme” comuni “volte a impedire la frammentazione del mercato unico, con il risultato che le aziende inefficienti si trovano protette dietro nuove forme di protezione nazionale”.
Una strategia che, avverte, rappresenta “una ricetta per ottenere consensi, non per migliorare la competitività” europea.
