Papa Leone chiude il Giubileo della Speranza (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Chiuso a Roma il Giubileo 2025. Papa Leone, con il rito della chiusura della Porta Santa di San Pietro, ha messo fine martedì alle 9.30 all’Anno Santo (iniziato il 24 dicembre 2024) che passerà alla storia come il “Giubileo dei due Papi”. Una giornata conclusiva coincisa con la festività della Epifania. Una mattinata all’insegna del maltempo, pioggia e temperatura in calo, che comunque non ha fermato i pellegrini accorsi da ogni parte del mondo. Era presente i presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il sindaco di Roma, il governatore del Lazio, il presidente della Camera e il ministro Piantedosi.
In dicembre erano state chiuse le altre Porte Sante delle basiliche giubilari romane. Il 25 dicembre aveva chiuso la Porta Santa a Santa Maria Maggiore, il 27 San Giovanni in Laterano, il 28 a San Paolo fuori Le Mura. La mattinata è proseguita con la celebrazione della messa in San Pietro (“amare la pace, cercare la pace”) a mezzogiorno, il tradizionale Angelus con il Pontefice alla finestra del Palazzo Apostolico con la consueta benedizione ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro (“Tessitori di speranza, incamminiamoci verso il futuro per un’altra strada”).

Numeri da record
I numeri sono stati da record. Uno su tutti: 33.475.369 fedeli, un conteggio effettuato con una telecamera e il conta persone tenuto dai volontari. Un numero di pellegrini provenienti da 185 Paesi, il 62% dei quali provenienti dall’Europa. Al primo posto c’è l’Italia e poi, al secondo posto, gli Stati Uniti, complice quasi sicuramente il fatto che il 9 maggio è stato eletto al Soglio di Pietro il primo Papa statunitense della storia.
Altri numeri riguardano il fronte della sicurezza: 5.000 volontari, oltre 70.000 operatori di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza a cui si è aggiunto l’impegno della Polizia Locale, della Protezione civile, Atac (trasporti), Ama (nettezza urbana), Ares 118 che hanno lavorato tutti insieme. Soddisfatto il Questore di Roma Roberto Massucci: “Il Giubileo della Speranza si è chiuso ma l’eredità che lascia è una eredità importante. È la dimostrazione che il sistema della Capitale sa gestire grandi eventi con equilibrio, con competenza, con senso di responsabilità consegnando al futuro prossimo un patrimonio che va custodito e rafforzato”.
Aggiunge il sindaco Roberto Gualtieri: “Sono stati investiti oltre 1,7 miliardi e siamo al 75% di risorse per cui i cantieri si sono conclusi. Di 322 interventi sono 204 quelli terminati, saranno 208 tra pochi giorni”.
La soddisfazione di Monsignor Fisichella
Il Pro-Prefetto Mons. Rino Fisichella dice che “Roma ha vinto la sua sfida”, aggiungendo: “È stato un anno di grazia, che ha permesso a tutti di tornare a casa carichi di speranza per l’esperienza vissuta. Roma, secondo la sua vocazione, ha saputo essere accogliente ed ha mostrato il volto di una città sicura”.
Notevole anche il ritorno economico anche se non è stato effettuato un calcolo, la ricaduta è stimata in 17 miliardi di euro. Il prossimo Anno Santo è previsto nel 2050. O, probabilmente nel 2033, in occasione dei 2 mila anni dalla morte di Gesù Cristo.
