Trump c'è o ci fa? L'autolesionismo con cui attacca il Papa lo qualifica pazzo. E se fosse solo cattivo? (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Alla fine potrebbe anche darsi che come in tutti i leader narcisisti ebbri di sé stessi, anche in Donald Trump “in un cantuccio della loro anima si nasconde un piccolo bimbo spaventato” (Manfred F.R. Kets de Vries, “Il leader narcisista”, Cortina).
Il leader narcisista
E tuttavia, sebbene in genere la maggioranza di noi sudditi recalcitranti mostriamo più attenzione o, come si dice, empatia verso gli altri, bando a indulgenze fuori posto: se non è folle come un Re Lear o una Giovanna la Pazza è comunque pericoloso. “C’è o ci fa?”, questa sarebbe la questione amletica risolta con disincanto romanesco.

Che poi chi lo dice che è pazzo? “I suoi ultimi commenti su Truth mettono in evidenza il livello della sua follia”, ha osservato Ty Cobb, avvocato della Casa Bianca durante i primi quattro anni di Trump. E in effetti solo la mole, i 6600 messaggi del 2025 (6600!, una ventina al giorno) sulla sua piattaforma personale Truth, sembrano confermare la diagnosi.
Anche tra i Maga delusi e i pochi repubblicani appena usciti da un sonno della ragione che assomigliava sempre più a un coma autoindotto, montano preoccupazione e voglia di ricorrere a quel 25° emendamento che consente di detronizzare un presidente uscito pazzo.
Che sia un “lunatico genocida”, potremmo pure ammetterlo, con un soprassalto di scrupolo magari perché a dirlo è Candace Owens, sua ex fedelissima che vanta anche il dubbio titolo di “antisemita dell’anno” negli Usa.
Un antisemita del secolo come Nicholas Fuentes, reclutato da Trump dalla feccia estremista di destra, rivoltandoglisi contro ha forse detto una verità a proposito della salute mentale e l’ignavia politica del suo ex pupillo.
“Buona fortuna a Trump e ai repubblicani senza il voto dei cattolici, dei musulmani, degli elettori no-war, e di chiunque voleva i file di Epstein e guarda Tucker Carlson, Alex Jones e Megyn Kelly. Ma almeno sono popolari in Israele”.
Antisemita certo ma non va lontano dal punto: Donald, obbedendo ai suoi istinti, credendo alle sue stesse menzogne, si comporta da autolesionista, alienandosi ogni sostegno elettorale e proprio in vista delle elezioni di mid-term che potrebbero azzopparlo definitivamente e condurlo a un impeachment (per un motivo qualsiasi a caso visto quante ne ha combinate).
Prendiamo i cristiani d’America, che hanno contribuito in modo decisivo a far tornare Trump alla Casa Bianca. “Siamo sconcertati. Dopo che i cattolici lo hanno aiutato, sta mancando di rispetto alla nostra fede”, ha dichiarato al Wall Street Journal John Yep, il numero uno di Catholics for Catholics, associazione che ha organizzato vari eventi di fede a Mar-a-Lago e mantiene stretti rapporti con l’amministrazione.
Semplicemente pazzo o furiosamente furbo? In America si usa un’espressione idiomatica, “fool’s gold” (letteralmente la pirite, l’oro dei folli), per deplorare l’insolente preziosità e il cattivo gusto di chi si prodiga nell’esibire una cultura che non capisce e un lusso equivoco, l’eterno kitsch di chi vuol apparire quello che non è.
Trump è semplicemente cattivo
Come nel caso dell’apertura della prima Trump Power a Manhattan negli anni ’80, torre stroncata subito come “un intruso pacchiano e incombente”. E distruttivo perché nonostante le false rassicurazioni concesse al Metropolitan Museum, il Caligola col ciuffo fece fare letteralmente a pezzi gli oggetti d’art deco conservati nel magazzino dove poi sarebbe sorta la sua dozzinale creatura con gli interni in rosa e arancione (citiamo da Ian Volner in Fool’s Gold: The Architecture of Trump, in “Artforum”, novembre 2016, ripreso da Doppiozero nel 2017).
Ignoranza e cattivo gusto uccidono. Anche se non ce lo dicono gli psichiatri. E del resto cosa ti puoi aspettare da un presidente che per terrorizzare gli abitanti di Chicago (città natale di papa Prevost, peraltro) scrive “adoro l’odore delle deportazioni al mattino”, parafrasando l’epica frase del colonnello Bill Kilgore, interpretato da Robert Duvall, “adoro l’odore del napalm al mattino in Apocalypse now”.
Basterebbe guardare come ammira rapito e da vicinissimo i campioni delle arti marziali miste picchiarsi a sangue per non aver dubbio alcuno sul fatto che, come si diceva da piccoli e prima degli parapsicologismi di massa, Trump è banalmente cattivo.
