Ultime dal Nazareno: Ellly Schlein minimizza la fuga Madia, crescono i malpancisti e i big del Pd a caccia di deroghe ai limite dei tre mandati (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Ultime dal Nazareno in fermento dopo l’addio dell’ex ministra Marianna Madia, passata “armi e bagagli “ nelle truppe di Renzi. Elly Schlein minimizza l’esodo, i riformisti dem confermano le agitazioni in corso e Delrio sta già lavorando con la comunità di Sant’Egidio ad una Margherita 2.0. Non si placano i disagi dei malancisti al grido “la segreteria ci sta trasformando in un altro partito”.
Immediata la replica della segretaria dem: ”Non è così, non c’è nessun esodo e il Pd continuerà ad essere un partito plurale e orgoglioso delle culture che hanno contribuito a farlo nascere, ma senza rinunciare ad avere un orientamento chiaro e netto”. E sull’addio di Marianna? Elly non fa una piega. E dice: ”Madia ci aiuterà a battere la destra”. Di più: la segretaria dem prova convintamente ad allontanare lo spettro di nuove, eventuali fuoriuscite. Osservati speciali di Elly l’ex ministro Graziando Delrio e l’europarlamentare Pina Picierno; fonti parlamentari danno per certa l’uscita dei due big. Ma nella minoranza dem rispondono decisi: ”L’impegno comune di combattere nel Pd e’ più saldo che mai”.
Avviso ai riformisti
Schlein e Franceschini hanno lanciato un messaggio ai moderati con la valigia in mano e il taxi alla porta: ”Occhio,fuori non contate nulla. Sognate il Centro? È solo una nostalgia peraltro superata”. In particolare il senatore di Ferrara cresciuto all’ombra di Ninuzzo Cristofori (fedelissimo di Andreotti) martedì pomeriggio all’Istituto Sturzo, cuore della tradizione democristiana, ha apertamente bocciato la fuga al Centro confermando di essere in asse con la segretaria dem. Dario Franceschini si è limitato ad una semplice stoccata alla Madia (“Mi dispiace che vada via”). Amen.
I big del PD a caccia di deroghe
Altra tegola sul Nazareno. Lo Statuto parla chiaro: sono leciti solo tre mandati. I parlamentari dem sono già a caccia di eccezioni alla regola per essere di nuovo candidati. Ma ottenere le deroghe non è semplice: devono essere deliberate dalla Direzione nazionale con la maggioranza assoluta. A rischio tanti big, da Boccia alla Boldrini passando per Braga, De Micheli, Orfini, Misiani, Stumpo, Cuperlo, Guerini, Speranza, Lorenzin, Fassino. Alcuni saranno confermati d’ufficio come ex ministri,ex premier, ex segretari. Tutti gli altri sono impegnati a scongiurare la incandidabilità. Battaglie in vista.
