Cancellieri-Ligresti. Telefonate: intreccio ok per i pm, ma Fragni dice…

Cancellieri-Ligresti. Telefonate: intreccio assolto dai pm, ma per un ministro..
Annamaria Cancellieri (Foto LAPresse)

TORINO — L’intreccio tra la famiglia Ligresti e il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri emerge sempre più chiaramente da nuovi verbali dell’inchiesta, condotta dalla Procura della Repubblica di Torino. La Cancellieri, parlando al telefono con Gabriella Fragni, la compagna di Salvatore Ligresti, il giorno della retata in famiglia ha detto: “Qualsiasi cosa io possa fare, conta su di me, sono veramente dispiaciuta, non è giusto”. Un mese dopo, racconta Ottavia Giustetti su Repubblica, la Cancellieri

“ha ammesso, interrogata come testimone (non è indagata) davanti al procuratore aggiunto di Torino Vittorio Nessi: «Ho ricevuto una telefonata da Antonino Ligresti che conosco da molti anni. Ligresti mi ha rappresentato la preoccupazione per lo stato di salute della nipote Giulia Maria la quale, soffre di anoressia e rifiuta il cibo. In relazione a tale argomento ho sensibilizzato i due vice capi di dipartimento del Dap, Francesco Cascini e Luigi Pagano, perché facessero quanto di loro stretta competenza per la tutela della salute dei carcerati».

C’è una frase misteriosa e allusiva, nelle intercettazioni della compagna di Ligresti, Gabriella Fragni, la quale, parlando con una amica il 18 luglio:

Il 18 luglio 2013 Gabriella Fragni parla con un’amica al telefono e si abbandona a uno sfogo violento contro i giudici e anche contro i politici. Parla di «colpo di Stato». («Siamo in mano di chi?Facciamo un colpo di Stato») se la prende con Ilda Boccassini («si è mangiata il fegato tutta la vita per correre dietro a Berlusconi») e poi sbotta:

«Ieri ho avuto una telefonata che poi ti dirò. Ma non ti vergogni di farti vedere adesso? Ma tu che sei lì perché ti ci ha messo questa persona… Ecco, capito? Ah, sono dispiaciuta. No, non si è dispiaciuti! Sono stati capaci di mangiare tutti, dai politici ai manager».

Mentre gli italiani sono indignati unanimemente, il mondo politico, a quanto scrive Ottavia Giustetti,

“il Parlamento si è diviso. Chi ha chiesto al ministro la smentita o le dimissioni, chi invece si è schierato in sua difesa. Fa discutere che il ministro si sia interessato a un aspetto privato di una vicenda giudiziaria in virtù di un’antica amicizia.

Il 17 luglio 2013, giorno in cui l’intera famiglia finisce in manette su ordine del giudice di Torino. Il Guardasigilli telefona alla compagna di Salvatore Ligresti. La conversazione tra le due donne dura diversi minuti. Gabriella Fragni è quasi sempre in lacrime.

Cancellieri dice: «Io sono mesi che ti voglio telefonare».

Fragni: «È stata la fine del mondo».

C: «La fine del mondo, la fine del mondo sì».

F: «E poi tutto sommato lui non se lo merita».(Parlano di Salvatore, ndr)

F: «Ma io non è che ammetto che non fatto errori, Annamaria, ma per l’amor di Dio. Annamaria, l’hanno fatto, però c’è modo e modo anche di fare ».

C: «C’è modo e modo».

Fragni dice che il compagno «in fondo non è stato un filibustiere, nel bene e nel male ha dato da mangiare a 20-30 mila famiglie».

Cancellieri conclude: «Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare conta su di me, non lo so cosa possa fare però guarda son veramente dispiaciuta. Se tu vieni a Roma, proprio qualsiasi cosa adesso serva, non fate complimenti guarda non, non è giusto, guarda non è giusto».

Quando le due donne parlano si è diffusa da poco la notizia che la Guardia di Finanza ha arrestato Salvatore, Jonella, Giulia Maria e tre manager di Fonsai. Le accuse nei confronti della famiglia sonopesantissime: falso in bilancio aggravato e aggiotaggio. I conti della compagnia assicurativa sarebbero stati «truccati» per 600 milioni di euro. Con un danno per gli azionisti da 250 milioni di euro. E il sospetto è che alcuni componenti stiano progettando la fuga. Dalle operazioni societarie dei Ligresti all’estero sembra che la famiglia stia facendo provvista di denaro liquido in fretta e furia per prepararsi a lasciare il Paese. È per questo che il giudice di Torino emette le misure cautelari. L’unicoche si salva dal carcere è Gioacchino Paolo che risiede in Svizzera, a Montagnola, una manciata di chilometri dal confine italiano, ed è da meno di un mese cittadino elvetico.

Giulia Maria viene arrestata e portata nel carcere di Vercelli. I suoi avvocati scelgono una difesa «morbida» che va verso il patteggiamento, perché lei psicologicamente non regge la detenzione e tutti temono che possa ricadere nella anoressia come in passato. I giudici di Torino respingono le istanze di scarcerazione dei suoi avvocati. Ed è a questo punto che i Ligresti si rivolgono al ministro per chiederle aiuto.

 

 

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