Nelson Mandela, ora il Sudafrica rischia una guerra tra clan

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Dicembre 2013 12:17 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2013 11:26
Nelson Mandela

Nelson Mandela

ROMA – Ora che Nelson Mandela è morto il Sudafrica dovrà fare i conti con i suoi problemi: corruzione e povertà prima di tutto. Qualcosa che sarà molto più difficile ora che il simbolo del Paese non c’è più a tenere unite le varie anime dell’African National Congress, il partito che aveva fondato. Il rischio, scrive Livio Caputo sul Giornale, è una guerra tra clan:

Tuttavia, è convinzione diffusa che fino adesso l’African National Con­gress, il partito che ha fondato e guidato alla vittoria, non si sia spaccato soltanto per rispetto della sua persona e che ora le fai­de interne che lo minano da tem­po possano prendere il soprav­vento. Già la scorsa estate, quan­do pareva che Mandela stesse per morire, la dirigenza ha espul­so l­’ex capo delle federazione gio­vanile Julius Malema, che si è messo alla testa di un movimen­to radicale che vuole seguire l’esempio del vicino Zimbabwe: espropriare le terre dei bianchi e ridimensionare drasticamente la loro influenza.

Mentre ha pilotato magistral­mente il passaggio dall’apar­theid a una democrazia multi­razziale, evitando il bagno di san­gue­che molti temevano e guada­gnandosi il Nobel più meritato degli ultimi 50 anni, Madiba non è infatti riuscito a formare una classe dirigente in grado di racco­glierne la successione. Già sotto la sua presidenza, tra il 1994 e il 1999, egli aveva chiuso gli occhi di fronte a plateali casi di corru­zione tra i suoi vecchi compagni di lotta, forse per compensarli delle persecuzioni che avevano subito

Nonostante tutto ciò, l’Anc tor­nerà a vincere le elezioni del 2014, Zuma rimarrà presidente per altri cinque anni, il Partito de­mocratico di opposizione, diret­to d­all’ex sindaco di Città del Ca­po Helen Zille che raccoglie i voti dei bianchi, degli indiani, dei me­ticci e di una parte della nuova borghesia nera del nuovo esta­blishment, arrriverà al massimo al 25 per cento. E ora che Mande­la non c’è più, i bianchi, che pure mantengono un forte potere eco­nomico e il controllo di buona parte dei media, torneranno ad avere paura e si isoleranno sem­pre più nei loro ridotti. Adesso, per quindici giorni, assisteremo a quelle che, probabilmente, di­venteranno le più solenni ono­ranze funebri della storia; ma, su­bito dopo, le cose potrebbero mettersi in movimento.