I partiti pagano scandali, cattivo governo, false promesse, troppe tasse

Pubblicato il 8 Maggio 2012 9:41 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2012 10:52

“Crollano Pdl e Lga, la scossa di Grillo”: il titolo del Corriere della Sera e della Stampa è tradotto dal Fatto Quotidiano: “Tutti a casa” e da Libero: “Il vaffaday”. Ci sono versioni meno chiare: “Comunali, il tracollo del Pdl” (Repubblica), “Tracollo elettorale” (Giornale), “I partiti nel tritacarne” (Italia Oggi), “Schiaffo ai partiti, crollo Pdl e Lega”.  Secondo titolo del Corriere: “Il ritorno di Leoluca Orlando: 20 anni dopo trionfa a Palermo”, mentre a “Verona, Tosi al primo turno”. Il Sole 24 Ore alza gli occhi oltre le Alpi: “Europa-Italia, protesta e voglia di crescita”.

Ma solo Giornale e Manifesto spiegano il senso del voto moderato e del non voto di un terzo degli elettori: “Il Pdl paga le tasse di Monti. Gli elettori non perdonano il sostegno al Governo che mette le mani nelle loro tasche” (Giornale), “Battere il rigore” (Manifesto).

Ancora una volta si rischia di non capire il senso di un voto, di portarlo sul piano dell’ideologia, dell’opposizione destra-sinistra. Invece si è trattato sul piano locale di un voto al buon o al cattivo governo delle città, che ha portato fin dalle primarie del Pd alla caduta di Marta Vincenzi a Genova, e ha portato al successo, eccezione alla regola che punisce chi è in carica, di Flavio Tosi della Lega a Verona, nonostante gli scandali e il sostanziale fallimento politico della Lega. Sul piano nazionale non si può non leggere come un segnale di esaurimento nervoso da crisi economica e di referendum sul Fisco, non solo per i moderati. Massimo Gramellini sulla Stampa dice: “Un no ai partiti, non alla politica”, capendola meglio di Massimo Giannini che su Repubblica parla di “eclissi finale del berlusconismo”. Eclissi certo, ma non di quel magma ideologico di cui si è appropriato il campionario commerciale di Berlusconi, bensì di un grande imbroglio, quello delle promesse, non solo fiscali, mai mantenute.

In questo senso va letta anche la prima pagina del Secolo XIX di Genova: “Doria al ballottaggio, Grillo boom”, vuole dire solo che i genovesi non ne possono più dell’immobilismo, dei dibattiti che non portano a niente (vecchia tradizione locale) e l’espressione con gli occhi sbarrati e quella faccia un po’ così di Marco Doria esprime quel sentimento meglio di ogni altra cosa.

Sul piano nazionale, il Pdl, partito che ha vinto vent’anni di elezioni promettendo di ridurre le tasse per poi aumentarle, ha pagato la supina accettazione della aggressività fiscale di Mario Monti e del suo Governo, cui molti in Italia attribuiscono la colpa della attuale ultra recessione; Monti pagherà in Europa la supina accettazione della linea di Angela Merkel, il nuovo riferimento della sinistra (quella che in Italia continua a parlare di patrimoniale) e non solo è diventato François Hollande. Le parole di Hollande sono un monito: “L’austerità non è una fatalità” (Manifesto); “Hollande, l’anti-Merkel in missione salva Europa. Il nuovo presidente presto in Germania. Non c’è il temuto crollo dei mercati. Anche la Grecia nel caos spera in lui” (Fatto). Bernardo Valli da Parigi per Repubblica: “Hollande va a Berlino, sognando un New Deal”

I risultati delle Borse di ieri confermano (Stampa. Le Borse non vogliono le tasse, vogliono i profitti e paradossalmente la vittoria del socialista dal volto umano Hollande ha dato speranza. Ricordiamo che Hollande non è un comico riciclato o un politico di confine (Vendola), ma è un signore organico al sistema di potere che domina in Europa da centinaia d’anni, è dei loro, non fa paura.

L’altro grande titolo sulle prime pagine dei quotidiani è sul terrorismo, che a Genova si è rifatto vivo: “Gambizzato il capo di Ansaldo Nucleare” scrive il Sole 24 Ore. Repubblica parla di “incubo terrorismo”, il Corriere di “spettro del terrorismo”. Il Secolo XIX: “Manager di Ansaldo nucleare gambizzato in stile Br”. L’effetto degli attentati è forte, ma più per i giornali che per la gente normale. Il confronto è sui dati concreti. Lo scorso fine settimana, in Italia, ne sono morti 21 in incidenti stradali. Ci siamo già passati una volta, trent’anni fa, e i più sono finiti pentiti, nei talk show, a scrivere libri o anche nei servizi municipali amici. I più accorti se ne sono sganciati prima, hanno fatto carriera e li conosciamo per nome. In galera sono rimasti gli irriducibili, di solito di estrazione proletaria. Oggi la polizia ha più esperienza e più strumenti, la protesta violenta, anche estrema, è fisiologica in qualsiasi epoca, solo che ora giornali e tv amplificano l’effetto.

Piedi per terra. E per stare nel concreto, parliamo di Imu. Italia Oggi annuncia che “si allargano le maglie dell’Imu” e pubblica in anticipo la circolare che sarà diffusa “nei prossimi giorni”.

Continua il folklore Fornero: “Boccia gli studenti: non sanno fare di conto”. Elsa Fornero ha ragione, ma se suo marito le insegnasse a tacere…

Come se nulla d’altro  fosse  successo, per la Gazzetta dello Sport, e per milioni di italiani, la vita è dominata dalla Juventus. Sanno che il nostro destino è già segnato, viviamo tempi cupi che lo diventeranno sempre di più. Almeno fateci sognare, con Giampiero Boniperti e Michel Platini e il loro “Ognoglio Juve”. Orgoglio Agnelli. Andrea, figlio di Umberto, che era il migliore di tutti loro, insiste nella sua battaglia per avere un posto di prima fila nel ritrovato paradiso e per il diritto a fregiarsi di tre stelle, equivalente di 30 scudetti: “Il processo ha detto che gli scudetti non furono altertai, quindi sono 30”.