Carla e Andrea, scout cattolici che hanno smontato la legge-Vaticano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Aprile 2014 - 11:56 OLTRE 6 MESI FA
Carla e Andrea, scout cattolici che hanno smontato la legge-Vaticano

Carla e Andrea, scout cattolici che hanno smontato la legge-Vaticano

ROMA – Carla e Andrea sono gli scout cattolici che hanno vinto il ricorso sulla fecondazione eterologa e smontato la legge 40, fortemente voluta dal Vaticano. Proprio grazie ai loro sforzi, la Corte Costituzionale ha cancellato il divieto alla fecondazione dallo sperma di un uomo o dagli ovociti di una donna esterni alla coppia.

Niccolò Zancan su La Stampa racconta la storia di Carla e Andrea:

si sono conosciuti a 15 anni agli scout. Sono rimasti cattolici operosi, di quelli che passano le domeniche facendo volontariato. Sono diventati due liberi professionisti di successo. A 40 anni, stanno ancora insieme, hanno una bimba e un piano per allargare la famiglia. «Noi abbiamo avuto il privilegio di poter provare la gioia di mettere al mondo un figlio – dice Carla – i problemi sono nati subito dopo l’allattamento della nostra bambina. Stavo male. Non mi tornavano le mestruazioni. Abbiamo iniziato a fare esami, girando molto. Fino a quando un medico mi ha diagnostica la menopausa precoce»”. 

Ma il desiderio di una seconda maternità era forte, racconta Carla:

“«Mio marito è stato bravo. Non mi ha mai fatto sentire in colpa. Ha sempre detto che era un problema nostro, lo avremmo affrontato insieme. Abbiamo deciso, dopo aver parlato molto, di tentare tutte le strade: il ricorso, la fecondazione eterologa all’estero, l’adozione»”.

La coppia decide allora di presentare ricorso:

“Studio dell’avvocato Costantini, Firenze. «Il primo passo è stato portare davanti a un giudice civile il centro di procreazione assistita a cui c’eravamo rivolti. Dicendo: si è rifiutato di praticare la fecondazione eterologa. È giusto? Sollevando così il problema di costituzionalità»”.

Anche se intanto prova la fecondazione eterologa all’estero:

“Carla ha raccontato ai genitori e agli amici che starà tre giorni a Roma per lavoro, in realtà è in viaggio verso una clinica privata di Creta, dove proveranno a impiantare l’ovulo di una donatrice fecondato con il seme di suo marito. «Visto che non arrivavano risposte dal versante giudiziario, abbiamo deciso di tentare». Cosa ricorda di quel viaggio? «Ti senti clandestino. Devi espatriare. Devi raccontare bugie. Questa è la sensazione peggiore: essere lontana dal tuo mondo, dai tuoi affetti. Ero preoccupata, anche se con mio marito avevamo cercato di studiare tutto. In Grecia i medici sono stati molto professionali, parlavano persino un po’ di italiano. Ma doversi nascondere è ingiusto e doloroso»”.

E poi la strada dell’adozione, dopo che il tentativo in Grecia era andato male:

“«È una trafila lunghissima. Ti analizzano ferocemente. Tipo radiografia. Le domande mirano sempre a stanare il tuo desiderio di maternità, come se fosse qualcosa di sbagliato. Ma alla fine siamo andati avanti…»”.

Carla e Andrea hanno deciso di continuare con l’adozione, ma sono felici di aver vinto il ricorso:

“«Oggi, con questa notizia, credo si chiuda un ciclo. Sono felice se la nostra battaglia potrà servire ad altre coppie. Era il nostro pensiero fin dall’inizio, trovare un strada per tutti, come fanno gli scout»”.