Coronavirus, passeggiata con i bambini. La psichiatra infantile: “Più una necessità dei genitori”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Aprile 2020 15:30 | Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2020 15:30
Coronavirus, passeggiata con i bambini. La psichiatra infantile: “Più una necessità dei genitori”

Coronavirus, passeggiata con i bambini. La psichiatra infantile: “Più una necessità dei genitori” (Foto archivio Ansa)

ROMA  –  “La passeggiata per i bambini? Quelli fino a 8-9 anni non hanno un desiderio vero di uscire perché il loro mondo è la casa e vivono questo momento in maniera speciale perché possono stare con i loro genitori. Portarli fuori è più una necessità dei genitori”: a dirlo è la professoressa Adelia Lucattini, psichiatra della Società Psicoanalitica Italiana,

Parlando ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, la professoressa Lucattini ha commentato le novità da quarantena per coronavirus che riguardano i più piccoli: “Massima comprensione ai genitori, anche io sono genitore e so cosa significa stare a casa con i bambini per tutto questo tempo. Le indicazioni sono state molto chiare: i bambini possono accompagnare i genitori solo al supermercato o in farmacia. I bambini fino a 8-9 anni non hanno un desiderio vero di uscire perché il loro mondo è la casa e vivono questo momento in maniera speciale perché possono stare con i loro genitori. Portarli fuori è più una necessità dei genitori. Io volevo rassicurare i genitori sul fatto che i bambini più sono piccoli più trovano un adattamento molto buono a casa. Un vero desiderio di uscire non lo manifestano. Naturalmente ci sono i bambini vivaci come quelli iperattivi, ma anche loro dopo un po’ di tempo che stanno a casa si adattano a quell’ambiente. La fatica è che un po’ di attività di moto i genitori la devono organizzare, possono farli saltare con la corda a casa, giocare con dei palloni di pezza”.

La quarantena ha avuto delle conseguenze anche sul rapporto dei bambini con la tecnologia: “In realtà ora stanno molto meno davanti ai videogiochi o allo smartphone, perché prima era quasi una trasgressione, ora invece è diventato anche uno strumento per fare i compiti, per cui adesso li distanziano anche un pochino. Lo smartphone che era un oggetto del desiderio, adesso è diventato lo strumento con cui si collega la maestra per dare i compiti. Naturalmente la quarantena è un momento di grande difficoltà per i genitori, che hanno preoccupazioni sulla contagiosità del virus, sulla possibilità di ammalarsi. Se i genitori riescono a stare tranquilli in presenza dei loro figli, i bambini vivranno la situazione con più serenità. L’unica cosa che li può rattristare è la mancanza dei nonni, dei cuginetti, anche se si può stare in contatto con i propri cari attraverso la tecnologia”, ha spiegato la psichiatra infantile. (Fonte: Radio Cusano Campus)