Coronavirus, in spiaggia a luglio? L’epidemiologo: “Abbronzatura con effetto mascherina”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Aprile 2020 11:48 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2020 11:48
Coronavirus, in spiaggia a luglio? L'epidemiologo: "Abbronzatura con effetto mascherina"

Coronavirus, in spiaggia a luglio? L’epidemiologo: “Abbronzatura con effetto mascherina” (Foto Ansa)

ROMA  –  Vista l’emergenza coronavirus, sarà possibile andare in spiaggia a luglio? “Immagino per questa estate abbronzature un po’ particolari, perché l’effetto mascherina sull’abbronzatura ve lo potete immaginare… Del resto, se non saremo in grado di tenere la distanza di sicurezza di un metro, la mascherina da oggi in poi sarà un gesto di buona educazione. Sarà come negli anni ’20 quando si evitava di sputare per terra per evitare la tubercolosi”: a dirlo, ospite di Agorà su Rai Tre, è Pier Luigi Lo Palco, epidemiologo dell’università di Pisa e responsabile del coordinamento regionale per le emergenze epidemiologiche Puglia. 

“La distanza di sicurezza tra le persone noi l’abbiamo data di un metro. Poi è difficile spezzare il capello, dire se quella distanza tra due persone è di 1,50 o 1,80, a meno che tu sia un falegname è difficile sapere esattamente. Quindi, in generale quando si incontra una persona, è meglio indossare la mascherina. Certo se è mia moglie con cui vivo o se sono da solo a passeggiare il cane, è inutile indossare la mascherina. Ma se sono in ambiente chiuso con un collega, anche se è più lontano di 1 metro, meglio indossarla”, ha aggiunto Lo Palco. “Entrambe ci difendono, la distanza di sicurezza e la mascherina”.  

Lo Palco ha parlato anche dell’ipotesi dei tamponi o dei test sierologici a tappeto: “La ripartenza non dipende dalla disponibilità di un test a tappeto oppure dal fatto di fare o non fare test allargati alla popolazione. Perché, in questo momento, se facessimo un test sierologico a tutti gli italiani, la stragrande maggioranza di loro, oltre il 90%, risulterebbero negativi agli anticorpi”.

“La quota di persone che possono infettarsi è enorme in tutta Italia, fatta eccezione quelle poche zone in cui il virus ha circolato molto attivamente, e mi riferisco alle zone rosse. Ma nel resto del Paese, se facessimo un tampone a tappeto, di positivi ne troveremmo molto pochi. Per questo – conclude l’esperto – la ripartenza deve essere fatta considerando tutta la popolazione potenzialmente a rischio di contagio”. (Fonti: Ansa, Agi)