Influenza più aggressiva: 5 milioni di italiani a rischio

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 dicembre 2016 14:32 | Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2016 14:32
Influenza più aggressiva: 5 milioni di italiani a rischio

Influenza più aggressiva: 5 milioni di italiani a rischio

ROMA – Sono già mezzo milione gli italiani colpiti dall’influenza negli ultimi due mesi, ma entro febbraio saranno cinque milioni. A dirlo sono le previsioni dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che parla di una forma influenzale più aggressiva del solito.

I virus A/Hong Kong (H3N2) e B/Brisbane, spiega Paolo Russo su La Stampa, contengono infatti piccole mutazioni che predispongono a una maggiore circolazione dell’influenza, dal momento che i bambini e le persone che solitamente si sottopongono al vaccino non possiedono gli anticorpi contro questi virus.

I sintomi comunque restano gli stessi: infezioni alla vie respiratorie, tosse, mal di gola, febbre anche alta, mal di testa e dolori alla articolazioni. Problemi che nella passata stagione hanno messo a letto per una media di sei giorni mezzo milione di italiani, e che, sottolinea l’Iss, ogni anno provocano la morte di ottomila persone, in particolare anziane, per le complicazioni come broncopolmonite e polmonite.

L’incidenza si conferma “lievemente superiore a quello delle precedenti stagioni influenzali”, ma c’è ancora tempo per proteggersi dai virus attraverso il vaccino.

Nella settimana dal 28 novembre al 4 dicembre 2016 l’incidenza settimanale (numero di casi per 1.000 assistiti rapportati all’intera popolazione italiana), sono stati circa 115.000, 20mila in più della settimana precedente e per un totale di circa 469.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza stagionale.

Il valore dell’incidenza totale è pari a 1,89 casi per mille assistiti. Ma tra i bimbi sotto i 4 anni, la fascia più colpita, si registrano quasi 6 casi su mille. Le regioni con più segnalazioni sono state il Piemonte, la provincia autonoma di Trento, l’Emilia-Romagna, l’Umbria, le Marche, il Lazio e la Campania, in cui sono stati registrati 3 casi per mille assistiti. Tuttavia l’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati.