Salute

Perde figlia, gli dicono che è shock. Medico: “Vai in vacanza”, muore d’infarto

Perde figlia e accusa infarto, medico lo dimette: "Sotto shock, vada in vacanza"

Perde figlia e accusa infarto, medico lo dimette: “Sotto shock, vada in vacanza”

ROMA – “E’ solo sotto shock, faccia una vacanza in Australia”. Queste le parole del medico all’uomo morto di infarto all’età di 42 anni il giorno seguente essere stato dimesso dall’Aurelia Hospital, a Roma. Solo qualche settimana prima la figlia di 12 anni era morta di leucemia. Un dolore grande per un padre e quel suo dolore al petto e al braccio, sintomo di un infarto in arrivo, era stato considerato un dolore emotivo. L’uomo è morto nella sua casa e davanti agli occhi del figlio di 7 anni appena. Ora il medico che lo ha dimesso rischia 3 anni e 4 mesi di carcere per omicidio colposo e  la responsabilità civile è imputata alla struttura ospedaliera.

Andrea Ossino su Il Messaggero scrive:

“Non erano ancora trascorse due settimane dalla prematura scomparsa della figlia, strappata alla vita da una leucemia a soli dodici anni. Così, quando V.M., romano di quarantadue anni, era arrivato al pronto soccorso dell’Aurelia Hospital, accusando un dolore al petto e al braccio, i medici, che conoscevano la situazione familiare del paziente, pensarono che i sintomi descritti fossero esasperati anche dall’atroce vicenda che lo aveva colpito. E lo avevano dimesso dopo quattro ore”.

L’uomo è stato stroncato da un infarto il 19 aprile 2010 nella sua casa e ora la famiglia, seguita dall’avvocato Luisa Bontempi, ha chiesto un risarcimento di 300mila euro:

“Dopo la morte della bambina, la famiglia trascorreva un periodo difficile e così, quando V.M. era arrivato in ospedale con un dolore al petto ed al braccio, aveva subito comunicato ai dottori dell’Aurelia Hospital le sue difficoltà emotive. Il paziente, che fino a pochi mesi prima era stato visitato per donare le cellule staminali alla figlia, e godeva di buona salute, giunto in ospedale era stato sottoposto a diverse analisi, non sufficienti secondo la procura, ed era stato dimesso quattro ore dopo il suo arrivo in ospedale”.

Il medico accusato di omicidio colposo, in aula ha dichiarato:

“«Pensavo fosse provato da ciò che gli era successo». Il dottore, coinvolto emotivamente dalla vicenda familiare del paziente, aveva pensato che l’affetto dei suoi cari sarebbe stato la cura migliore”.

Il dottore ha poi aggiunto:

“«Non me la sono sentita di fare firmare il foglio per l’autodimissione ad una persona già provata da ciò che gli era accaduto. Mi sono preso tutta la responsabilità e ho provveduto alle dimissioni»”.

Ma l’uomo, 42 anni, è stato ucciso da un infarto mentre era solo in casa con il figlio di 7 anni:

“A nulla era servito l’intervento dei sanitari, accorsi dopo il ritorno in casa della moglie. La vicenda era quindi finita in procura e adesso il dottore rischia tre anni e quattro mesi di reclusione. «Eticamente non mi rimprovero nulla- ha detto l’imputato in aula- professionalmente la mia colpa è stata quella di avere avuto troppa emotività. Ero un chirurgo – ha continuato il dottore – ora non lo sono più, dopo questo evento non me la sento più di fare il medico. Attendo la pensione»”.

 

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