Seconda ondata? La prima non è mai finita, neanche in Italia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2020 9:32 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2020 9:32
Seconda ondata? La prima non è mai finita, neanche in Italia

Seconda ondata? La prima non è mai finita, neanche in Italia (Foto Ansa)

ROMA – Seconda ondata di coronavirus? Timori, previsioni, precauzioni…Però è un guardarsi i piedi per non voler guardare la strada su cui si cammina.

Seconda ondata? La prima non è mai finita, neanche in Italia. Ricordare tabelle e grafici che collocavano contagio zero in Italia tra metà maggio e metà giugno è attività negletta e disdicevole, infatti nessuno ricorda, rimozione totale.

CONTAGIO ZERO RIMOSSO

Contagio zero rimosso come obiettivo per inizio estate. Forse era irraggiungibile contagio zero, ma nelle prime due settimane di giugno si è viaggiato a contagio 3/400 quotidiani. Centinaia di casi accertati ogni giorno, accertati perché certo ce n’è in giro qualcuno in più.

Centinaia di casi al giorno a metà giugno non c’è bisogno di essere catastrofisti o anche solo pessimisti per tradurli in qualcosa in più in autunno.

Non c’è insomma bisogno di una seconda ondata, la prima non è mai finita e infatti continua. Anche in Italia.

Come, altissima, la prima ondata si manifesta in India, Iran, Perù, Brasile, Messico, Usa.

RISACCA IN EUROPA

In Europa, a voler essere gentili con noi stessi e proseguendo nella metafora della ondata, sì è al massimo nel pieno della risacca della prima potentissima ondata. Se anche è risacca, non c’è terreno asciutto e libero dalle acque.

Prima ondata non è mai finita, neanche in Italia. Ma prenderne atto contraddice, cozza contro molte e potenti forze.

La prima, la più potente: la voglia di massa che sia finita. Ormai larga parte della pubblica opinione accusa i fatti di voler “terrorizzare” la gente. I fatti sono nell’opinione di molti “terroristici”. Quindi nemici. E’ massiccia e intensa la mobilitazione contro i fatti. Il negazionismo per opportunità e bisogno, il negazionismo per così dire di necessità sta conquistando chi lavora nel commercio, nello spettacolo, nel turismo.

NEGAZIONISMO DI NECESSITA’

E il negazionismo di opportunità ha stabilito robuste teste di ponte nell’informazione: 3/400 contagio e circa 50 morti sono ormai notizia minore, fuori dalla scaletta dei titoli dei Tg.

Negazionismo in qualche caso anche di comprensibile necessità: se ad esempio si adottasse per il centro di produzione Rai di Saxa Rubra la misura della chiusura temporanea perché la manciata di casi non è ancora tutta tracciata, come invitare i turisti stranieri a venire in Italia, quell’Italia dove la Tv di Stato trasloca sia pur temporaneamente dalla sede maggiore per avvenuto contagio?

Seconda ondata? Dipende dal virus e forse ci sarà e forse no. Che ci sia o no in minima parte dipende da noi. Comunque non c’è.

C’è invece ancora e di sicuro la prima ondata. Era stato detto che dovevamo conviverci con il virus, la idea di massa che stiamo praticando di convivenza è quella dello sfratto. Abbiamo mentalmente sfrattato il virus del nostro territorio, non è questa la realtà.