Trombosi venosa profonda può colpire chi fa lunghi viaggi in aereo: ecco come prevenirla

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 giugno 2018 5:52 | Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2018 20:07
trombosi venosa profonda

Trombosi venosa profonda può colpire chi fa lunghi viaggi in aereo

ROMA – Come prevenire una trombosi venosa profonda quando si affronta un volo in aereo? La Tvp è una patologia seria collegata ai voli a lungo raggio, tanto che viene definita [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] la trombosi del viaggiatore.

Come la roulette russa sembra colpire a caso, anche adulti in buona salute, molti dei quali non hanno fattori di rischio, a parte aver di recente viaggiato in aereo. Sarah Brewer, direttore medico di Healthspan, spiega perché colpisce e come proteggersi, scrive il Daily Mail.

A causare la Tvp è un coagulo di sangue che blocca la circolazione sanguigna a livello di una vena, di solito nella coscia o nel polpaccio. L’eventuale rottura del coagulo determina la formazione di emboli che attraverso il torrente ematico arrivano al cuore, poi ai polmoni, determinando l’embolia polmonare.
Le linee guida indicano che una Tvp o una embolia polmonare che si verifica entro otto settimane da un viaggio può essere attribuita al volo in aereo. La trombosi venosa profonda deriva principalmente da una prolungata inattività durante il volo a lungo raggio, la circolazione rallenta e viene favorita la formazione dei coaguli.

Sembra che a scatenare il problema non sia solo l’inattività o lo spazio ristretto ma anche altri fattori di rischio, come la riduzione della saturazione di ossigeno, la disidratazione e la riduzione della pressione, motivo di gonfiore negli arti inferiori. La Tvp può anche derivare da che viaggi con altri mezzi ma che comportano immobilità prolungata: spostarsi in treno, in auto, in pullman o in aereo per 4 ore o più raddoppia il rischio di trombosi venosa.

I soggetti maggiormente a rischio sono coloro che hanno già avuto una TVP, chi ha subito da poco un intervento o allettato per lungo tempo, donne in gravidanza o che hanno partorito da poco e, ovviamente, i viaggiatori. I sintomi per riconoscere una trombosi, includono tumefazione, arrossamento e dolore intenso della parte interessata; vena indurita, lieve ingrossamento di una gamba rispetto all’altra.

Vengono segnalati altri sintomi come dolore al torace, tachicardia, dispnea e in questo caso, visto che potrebbe essere embolia polmonare, la cosa migliore è recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Come prevenire la trombosi del viaggiatore?

– Durante il volo, ogni tanto alzarsi e muovere gli arti per riattivare la circolazione.

– Bagaglio leggero, così da poter mettere quello a mano nella cappelliera e non sotto il sedile che limiterebbe la libertà di movimento dei piedi.

– Indossare abiti comodi e bere molta acqua prima e durante il viaggio.

– Evitare l’alcol, anche se gratuito, poiché disidrata e incoraggia anche l’inerzia. Evitare sonniferi che possono aumentare l’immobilità.

– Reclinare il sedile il più possibile e non incrociare le gambe o le caviglie.

– Mentre si sta seduti, piegare regolarmente le gambe, i piedi e le dita dei piedi, almeno ogni mezz’ora. Non dimenticare la parte superiore del corpo: fare esercizi di respirazione profonda e con le braccia.

– Indossare calze a compressione graduata o calze da volo per ridurre il gonfiore delle gambe.

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