Tumore cura al bicarbonato, condanna per Tullio Simoncini: omicidio colposo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2018 15:03 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018 15:03
bicarbonato

Medico condannato perché curava il tumore col bicarbonato

ROMA – Tumore cura al bicarbonato. Era il 2012, Tullio Simoncini prestava le sue cure ai malati di cancro in Albania. In Italia no, meglio di no. Perché la sua cura al bicarbonato in Italia era vista con scetticismo dal mondo medico e scientifico. Tullio Simoncini però è un nome che Luca Ernesto Olivotto trova sul web quando sul web cerca notizie, informazioni, speranze sul tumore al cervello che l’ha colpito.

A Tullio Simoncini si rivolge Luca Olivotto che ha solo 27 anni e tanto bisogno di credere a qualunque cosa gli prometta di farlo sopravvivere. Luca Olivotto è disposto a credere anche che il bicarbonato faccia sparire il tumore. C’è qualcuno che da Tirana gli dice che funziona al “settanta per cento”. Quel qualcuno è appunto Tullio Simoncini. Cioè un medico che dall’Ordine dei medici è stato radiato proprio perché diffondeva e praticava questa non cura. Un ex medico che però a Tirana Albania prende in carico pazienti, esseri umani malati di cancro.

Luca Olivotto a Tirana da Simoncini ci va. Assume il bicarbonato in vena. E drammaticamente, ovviamente, Luca Olivotto muore. Di tumore al cervello muore, non di bicarbonato. Perché il bicarbonato in vena al tumore non fa né caldo né freddo. Ma Olivotto muore anche di mancate vere cure per il suo tumore. Muore anche di illusione da cura miracolosa al bicarbonato. E quindi arriva la condanna, penale dopo quella scientifica e medica, per Tullio Simoncini. Un giudice di Roma lo ha condannato a cinque anni e sei mesi di pena per omicidio colposo ed esercizio abusivo della professione medica.

Ma la triste e penosa storia di Olivotto non resterà l’unica, ci saranno ci sono altri Simoncini e altri Olivotto andranno da loro.  Sempre più perché sempre più si diffonde un tremendo contagio: quello che riduce la scienza ad opinione, la medicina a parere individuale, la competenza professionale a sospetto di casta. E’ questo morbo che ammazza gli Olivotto ma non c’è Tribunale che possa fermarlo un contagio così.