Urolift, prostata curata e fertilità conservata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2015 12:24 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2015 12:26
Urolift, prostata curata e fertilità conservata

Urolift, prostata curata e fertilità conservata

ROMA – Dopo i 50 anni un uomo su 7 soffre di prostata. Se i sintomi diventano fastidiosi, la terapia fino ad oggi era chirurgica: la ghiandola veniva recisa. Ora un nuovo intervento mini invasivo consente di alleviare subito i fastidi e conservare la fertilità. L’intervento si chiama Urolift e viene eseguito in day hospital: il paziente arriva, gli vengono applicate delle speciali “mollette” che riducono l’ingrossamento e torna a casa in giornata.

Elena Meli sul Corriere della Sera scrive che l’intervento è arrivato da poco in Italia e uno studio internazionale, pubblicato su European Urology, ne ha confermato la validità:

“Si chiama Urolift e si sta diffondendo anche in Italia perché è un metodo relativamente semplice ma con alcune utili caratteristiche, come spiega Bernardo Rocco dell’unità di urologia della Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: «Con il paziente leggermente sedato si entra nell’uretra attraverso un cistoscopio, quindi si inseriscono speciali “mollette” sulla prostata per stringerne i lobi e ridurre la pressione della ghiandola sul canale urinario. Bastano dai 15 ai 30 minuti, spesso il paziente può rientrare a casa già in mattinata».

Non tutti possono ricorrere al nuovo metodo, spiega ancora Rocco, ma devono esistere delle condizioni:

5 x 1000

“«I candidati ideali hanno una prostata ancora abbastanza piccola, con una forma regolare e l’ostruzione dovuta soltanto alla «pressione» dei lobi laterali; i sintomi devono essere moderati ma non gravi – spiega Rocco –. Se si seleziona bene il paziente da trattare, il sollievo dai disturbi è molto buono; la tecnica non ha grosse controindicazioni e può essere utilizzata anche in soggetti anziani fragili, inoltre non preclude il ricorso successivo alla chirurgia se ce ne fosse bisogno. Di fatto si pone a metà fra i farmaci e la resezione della ghiandola: si tratta infatti di un impianto definitivo vantaggioso rispetto al dover prendere medicine tutti i giorni, un po’ come la spirale nei confronti della pillola contraccettiva; tuttavia, la chirurgia garantisce una ripresa del flusso urinario maggiore e rimane indicata per chi ha la prostata molto ingrossata». La tecnica però ha un beneficio: mentre il bisturi porta alla mancata uscita del liquido seminale durante i rapporti sessuali, Urolift non incide in alcun modo nella capacità eiaculatoria. «La resezione della prostata non lede l’erezione né impedisce i rapporti sessuali, ma per molti la mancata eiaculazione è un cruccio», osserva Rocco”.

Il costo dell’intervento poi non è da sottovalutare, dato che ogni molletta applicata costa circa 750 euro e spesso ne servono tre o quattro:

“mentre i materiali necessari alla resezione chirurgica costano poco più di cento euro. «Va detto però che le altre voci di spesa consentono di risparmiare rispetto alla chirurgia classica: il bisturi comporta un paio d’ore di sala operatoria e quattro o cinque giorni di degenza, con le “mollette” basta mezz’ora di intervento e quasi sempre si rientra a casa in giornata. Inoltre, per il recupero completo servono circa sei mesi dopo la chirurgia, ne bastano tre con Urolift: calcolando perciò i costi diretti e indiretti, la tecnica mininvasiva non è così dispendiosa come appare a prima vista», conclude l’urologo”.