Vaccini, liberi tutti: obbligo il giorno del mai e l’anno del poi. Vince No vax

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 agosto 2018 11:10 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2018 12:32
Vaccini, liberi tutti: obbligo il giorno del mai e l'anno del poi. Vince No vax

Vaccini, liberi tutti: obbligo il giorno del mai e l’anno del poi. Vince No vax

ROMA – Retromarcia sui vaccini, E’ stato infatti rinviato al prossimo anno scolastico l’obbligo di essere in regola con le vaccinazioni per essere ammessi al nido e alla scuola materna. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Per quest’anno, il prossimo settembre ogni famiglia sarà sollevata dal dovere di vaccinare i figli per iscriverli a scuola, la vaccinazione non è più un requisito. Se ne parla, se se ne riparlerà davvero, il prossimo anno scolastico, nel 2019-2020, sempre che il governo Lega-M5S fra dodici mesi non rinvii tutto sine die, cioè il giorno del mai e l’anno del poi.

Difficile valutare diversamente l’approvazione ieri di due emendamenti gemelli al decreto milleproroghe a firma Lega e M5S appunto: nell’articolo 6 del decreto i senatori gialloverdi della Commissione Affari Costituzionali hanno individuato lo strumento per smontare e annullare la legge Lorenzin che ripristinava l’obbligo vaccinale da 0 a 16 anni. Vuoi mettere con la libertà di fare come ci pare? Il popolo ringrazia e i bambini che da soli non ce la fanno a immunizzarsi si arrangino, stiano a casa loro.

E, del resto, a dispetto del parere di medici e scienziati, questa retromarcia è coerente con gli impegni no-vax presi in campagna elettorale. “L’emendamento approvato al Milleproroghe permetterà a tutti i bambini di accedere, a settembre, alle scuole dell’infanzia. Si tratta di una deroga messa a punto in attesa della presentazione del ddl sui vaccini che depositeremo a breve. A un mese e mezzo della ripresa dell’attività scolastica facciamo in modo che i bimbi vi possano accedere”, esultano i senatori del Movimento 5 Stelle, Paola Taverna e Pierpaolo Sileri.

Tutto bene dunque, liberi tutti? “E’ una pessima idea, visto che le soglie di sicurezza non sono state raggiunte in tutte le Regioni né tanto meno per tutte le fasce di età. Togliere l’obbligatorietà in queste condizioni significa mettere a rischio i bambini piccoli e gli immunodepressi che non possono essere vaccinati. Grazie all’obbligo le coperture sono aumentate, ma siamo sotto la soglia del 95% soprattutto per i richiami, senza i quali i microbi colpiscono lo stesso”, dichiara non un passante ma il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi.

Dobbiamo credere che sia stato raggiunto il giusto equilibrio tra salute e diritto allo studio? Non proprio, se prestiamo attenzione almeno a una senatrice a vita, Elena Cattaneo, che è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo come biologa e farmacologa: “Questo modo di procedere, inconcepibile quando si tratta della salute pubblica è al di là del bene e del male. E’ il tradimento dei fatti, il disconoscimento della realtà e delle evidenze che dovrebbero essere alla base di ogni decisione pubblica. Virus e batteri non riconoscono nessun bilanciamento – che invece si vorrebbe dare a livello politico – tra salute e istruzione. Riconoscono invece l’organismo e lo infettano, con tutte le conseguenze del caso”.