Satellite italiano Agile rivela la sorgente gamma più intensa nella galassia ‘Crazy Diamond’

Pubblicato il 24 Novembre 2010 9:48 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2010 11:16

Nuovo record per il satellite italiano Agile: ha registra la più potente emissione di raggi gamma mai rilevata, proveniente dalla galassia chiamata ”Crazy Diamond”, distante dalla Terra miliardi di anni luce. Lanciato nell’aprile 2007, Agile (Astrorivelatore Gamma ad Immagini ultra LEggero) è il satellite per l’astronomia nato per osservare le esplosioni più violente dell’universo e frutto dalla collaborazione fra Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

”Questa è la sorgente gamma più intensa mai rivelata da quando abbiamo gli strumenti per misurare tali emissioni”, ha spiegato il responsabile scientifico della missione, Marco Tavani, dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica dell’Inaf. ”Per avere un termine di paragone – prosegue l’esperto – l’energia necessaria a produrre un’emissione così forte in qualche frazione di minuto equivale all’energia ottenuta nello stesso tempo dalla conversione della massa di diverse Terre in energia cinetica”.

Questa emissione di raggi gamma senza precedenti proviene dalla regione centrale della galassia, dove si trova un gigantesco buco nero. L’emissione è un effetto dell’accelerazione della materia che ruota sempre più vorticosamente attorno al buco nero, ed è tanto più intensa quanto più è abbondante la materia.

”Teoricamente di galassie con al centro buchi neri particolarmente attivi ce ne potrebbero essere migliaia, ma finora questa è l’unica con un’attività così intensa e soprattutto così prolungata”, ha detto ancora Tavani. ”Ci deve essere qualche processo che lo rende diverso dagli altri casi ma – ha rilevato – ancora non abbiamo capito con certezza di cosa possa trattarsi”.

5 x 1000

Soddisfatta del risultato anche l’Asi: ”Agile continua a stupirci con nuove scoperte, nonostante abbia superato da tempo la vita operativa per cui era stato progettato. Questo conferma senz’altro la bontà del progetto e la sua tecnologia innovativa”, ha osservato il responsabile scientifico dell’Asi, Enrico Flamini.