Milano, città stressata: è boom di 35enni in crisi, coppie in bilico e persone con attacchi di panico

Pubblicato il 15 Novembre 2010 19:25 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2010 19:29

Trentacinquenni rampanti in crisi di mezza età anticipata, coppie che scoppiano per motivi di lavoro e precarietà, un esercito di insonni e vittime di attacchi di panico che intasano i Pronto soccorso. È il ritratto della Milano stressata, città che non dorme mai, abitata da uomini e donne ‘isolà e famiglie stritolate da una vita a 100 all’ora. Ci sono le mille facce del disagio metropolitano nel Libro bianco sullo stress lanciato oggi dall’assessorato alla Salute del Comune di Milano. Un volume pubblicato dalla casa editrice Franco Angeli e realizzato da Progetti e promozioni srl in collaborazione con Named, in cui gli esperti passano il capoluogo lombardo ai raggi X. Milano come le grandi città europee: una fabbrica di stressati.

Il nuovo male metropolitano? «Il passaggio diretto dall’adolescenza tardiva alla crisi di mezza età anticipata», spiega a Palazzo Marino Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di psichiatria dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. «È l’inedito fenomeno che stiamo osservando negli ultimi tempi in diverse aree metropolitane compresa Milano. Colpisce la fascia dei 35-45enni, che entrano in una fase di crisi esistenziale: mettono in discussione la propria identità, arrivano a manifestare anche ansia e depressione. Un dato inaspettato, dal momento che la cosiddetta ‘crisi di bilanciò in genere arriva oltre i 50-55 anni». Ora la resa dei conti viene anticipata, «senza che però ci sia stato uno spazio adeguato per la vita adulta».

Gli esperti stanno cercando di approfondire il problema. «Stiamo osservando – avverte Mencacci – un aumento di richieste di aiuto ai servizi e strutture specializzate. Giovani adulti che segnalano un disagio o un disturbo psichico, e appartengono a una fascia d’età un tempo impegnata nel raggiungimento della carriera, oggi sempre più in crisi». Il passaggio «da una fase adolescenziale (con scarse responsabilità) a una vita dominata dalla paura del futuro: è questo il fenomeno tipicamente metropolitano che stiamo mettendo sotto la lente».

E poi ci sono le coppie e le famiglie. “Due su tre vanno in crisi per motivi di lavoro”, assicura l’assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna. A finire sul banco degli imputati è la precarietà: “A Milano nel 2009 abbiamo contato 39 mila occupati in meno rispetto al 2008. Diminuiscono i professionisti con partita Iva (-7%) e i contratti a tempo indeterminato, e aumentano (+13%) le forme di collaborazione coordinata e continuativa (i co.co.co.). Mentre ben 85 mila precari non si sono visti rinnovare il contratto”. Una ‘polveriera’ da non sottovalutare, avverte Landi: “Dovremo fare i conti con una generazione di stressati e di drogati di shopping, Internet, cellulari, sesso gioco d’azzardo”. Non è un caso se, prosegue, “il 42% della popolazione riferisce di un peggioramento del proprio benessere psico-fisico negli ultimi 5 anni. Il 33% si dice stressato a livelli drammatici e il 53% in misura più moderata”.

E la prima fonte di stress è proprio la crisi (per il 68%), seguita dall’insufficienza di risparmi per il futuro (63%), dall’impossibilità o difficoltà a pagare i conti (57%) e dal lavoro (51%). Il 78% dichiara di aver sofferto d’ansia, angoscia, depressione ed esaurimento nervoso, il 29% non dorme abbastanza bene, il 69% si sente indebolito fisicamente. Nelle metropoli le patologie psicosomatiche, la depressione, gli attacchi di panico risultano colpire il 30% in più rispetto a quanto accade nelle zone rurali. “La classe politica non può ignorare queste problematiche quando fissa le priorità su cui lavorare”, osserva Landi. “Lo scopo del libro bianco è tracciare una mappa delle criticità, tenendo conto di ciò che già Milano è in grado di offrire”.

Lo stress da metropoli colpisce anche chi vive in quartieri degradati e pericolosi e «non bastano le ordinanze per restituire la sicurezza ai cittadini», riflette Landi. A Milano «cresce il numero di chi soffre d’ansia – gli fa eco Mencacci – Oggi stimiamo ne soffrano circa 320 mila persone, il 30% della popolazione, soprattutto donne (65%)». A lamentare invece disturbi di panico «sono dalle 22 mila alle 55 mila persone, di cui il 70% donne. Molti di questi, proprio a causa dei disturbi somatici e fisici che sperimentano, si rivolgono al Pronto soccorso. Da un’indagine emerge che il 20% degli accessi con valutazione da parte dello psichiatra è legato proprio a questo fenomeno. Età media dei pazienti: 36,7 anni».

A confermare i nervi fragili dei cittadini metropolitani Enrico Molinari, presidente degli psicologi clinici italiani, che cita una ricerca dell’ordine professionale del capoluogo lombardo, «in cui si rileva che il 15% dei milanesi ha bussato alle porte di uno psicologo in qualche momento della vita. Circa 40 mila l’anno». Anche i più piccoli non sono esenti: «Un bambino e un adolescente su 5 soffrono di problematiche di sviluppo emotivo o comportamentale, uno su 8 ha un disturbo mentale. E le ultime trasformazioni turbolente della società – sottolinea Ernesto Caffo, presidente e fondatore di Sos Telefono azzurro onlus – pongono i giovani di fronte a nuovi rischi e nuove fonti di stress».

Per indagare sui fattori che incidono sul benessere psicologico delle persone dal tempo libero alla cultura, la Fondazione Bracco annuncia uno studio di popolazione che partirà a breve a Milano. «Con la collaborazione di Doxa, intervisteremo un campione rappresentativo di circa mille cittadini», annuncia Enzo Grossi, medical director del dipartimento Farma Italia Bracco. «Contiamo di concludere la ricerca già a febbraio 2011 e di presentare i risultati entro marzo», conclude.