Canzoni ispirate a romanzi: Jefferson Airplane, The Police, Rush... Blitz Quotidiano. Foto ANSA
Tra musica e letteratura c’è un rapporto molto stretto. Ne abbiamo già parlato nell’articolo Album ispirati a romanzi. Oggi invece il nostro viaggio ci porterà alla riscoperta delle canzoni ispirate a romanzi. O meglio: di alcune canzoni ispirate a romanzi.
Sì, perché il rapporto fra musica e letteratura è così profondo che gli esempi di canzoni che in qualche modo si ispirano a opere letterarie di fantasia sarebbero davvero troppi per entrare nello spazio ridotto di questo articolo. Diciamo piuttosto che qui vi propongo una mia personale selezione, cercando di offrirvi qualcosa di poco conosciuto accanto a brani che sicuramente conoscete già.
Che si tratti di fini letterati, poeti e spesso scrittori loro stessi, oppure di insospettabili ragazzi di periferia, quasi tutti gli autori di canzoni rock si sono lasciati affascinare e ispirare da qualche opera letteraria. Possiamo pensare a Patti Smith, che ad esempio in Land si ispira a Ragazzi selvaggi di Burroughs, o ai Franz Ferdinand di Love and Destroy, che si riferiscono a Il maestro e Margherita di Bulgakov. O ancora a Sting e alla sua Moon Over Bourbon Street, ispirata a Intervista col vampiro di Anne Rice, o a Pantagruel’s Nativity dei Gentle Giant, chiaramente ispirata a Gargantua e Pantagruel di François Rabelais. Ma la storia del rock ci racconta che anche icone come Jim Morrison, Joe Strummer o Lemmy Kilminster nascondevano un’anima letteraria. Lemmy era addirittura spesso ricercato per scrivere testi, proprio perché era noto come un accanito ricercatore e topo di biblioteca!
In molti casi, i riferimenti sono espliciti ed evidenti già dal titolo delle canzoni. David Bowie ha inciso 1984 e Big Brother, entrambe nate per il progetto di un musical su 1984 di George Orwell, per il quale però Bowie non ottenne il permesso dalla vedova dell’autore. Entrambi i brani trovarono quindi spazio nell’album Diamond Dogs del 1974. Quello stesso libro è stato fonte di ispirazione per moltissimi altri artisti. Si trovano ad esempio riferimenti al libro nel testo di Testify dei Rage Against the Machine, ma anche in 2+2=5 dei Radiohead. Anche i Muse si sono ispirati a 1984 in United States of Eurasia.
Del 1982 è All Quiet on the Western Front di Elton John, uscita nell’album Jump Up! ed esplicitamente ispirata a Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque. Così come è manifesta l’ispirazione dei Dandy Warhols in Catcher in the Rye, pubblicata in Distortland del 2016 e ispirata a Il giovane Holden di J.D. Salinger. Anche di questo testo si possono trovare numerose altre citazioni, fra cui molti riferimenti nei testi dei Prefab Sprout nell’album Steve McQueen del 1985.
La scelta di Billy Bragg con A Pict Song è esplicita ma meno scontata. Qui il riferimento è alla poesia A Pict Song di Rudyard Kipling, inserita nella raccolta di racconti Puck del 1906, e in particolare al racconto The Winged Hats, dove si narra di una fittizia invasione della Gran Bretagna. La canzone di Billy Bragg è inclusa nell’album William Bloke del 1996.
Anche in Italia i riferimenti letterari sono all’ordine del giorno, ma qui ve ne citerò due un po’ meno scontati di quanto ci si aspetterebbe. I Modena City Ramblers hanno inciso nel 1997 Cent’anni di solitudine, ispirata ovviamente al celebre romanzo di Gabriel Garcia Marquez, pubblicandola nell’album Terra e libertà. Nel 1984, invece i genovesi Scortilla hanno pubblicato il loro singolo new wave Fahrenheit 451, palesemente ispirato all’opera di Ray Bradbury del 1953.
Nell’ambito della letteratura, un posto speciale è riservato alla fantascienza, che da sempre risulta molto cara all’immaginario musicale del rock. Così, la raccolta di racconti di fantascienza del 1950 di Isaac Asimov, Io, robot viene assorbita e reinterpretata in musica dagli U.K. Subs in I, Robot, brano incluso nell’album live Danger: U.K. Subs del 1981.
Ma l’influenza della letteratura sul rock e sui suoi interpreti non si limita ai testi. Molto spesso si tratta di suggestioni, atmosfere. Questo è particolarmente evidente in quei casi in cui ci troviamo di fronte a brani strumentali: Frankenstein è per l’appunto un brano strumentale del 1972 dell’Edgar Winter Group esplicitamente ispirato al mitico romanzo di fantascienza scritto nell’Ottocento da Mary Shelley.
E tra gli artisti che non ti aspetteresti di trovare in questo articolo, c’è anche Tori Amos, autrice del brano Jamaica Inn, pubblicato in The Beekeeper del 2005 e ispirato all’omonimo romanzo giallo di Daphne du Maurier tradotto in italiano in Taverna alla Giamaica.
Menzioni speciali
In questa panoramica, inevitabilmente parziale, sulle canzoni inspirate a romanzi, sono moltissimi i brani che rimangono fuori dai radar. Alcuni, però, ho voluto comunque indicarveli: credo che meritino almeno una menzione per la loro importanza o per le scelte letterarie particolari.
Nel 1993, i Nirvana hanno incluso Scentless Apprentice nel loro album In Utero. Qui il riferimento, tutt’altro che scontato, è al meraviglioso Il profumo di Patrick Suskind. Altra scelta meritevole di menzione è quella dei Joy Division e della loro Atrocity Exhibition, uscita nel 1980 in Closer e ispirata esplicitamente a La mostra delle atrocità di James Graham Ballard.
Anche i Metallica si sono spesso ispirati a opere letterarie. For Whom the Bell Tolls, contenuta in Ride the Lightning del 1984, si ispira palesemente a Per chi suona la campana di Hemingway. Più recentemente, nel 2008, i Metallica hanno inciso All Nightmare Long per l’album Death Magnetic: il brano è ispirato al romanzo horror I segugi di Tindalos di Frank Belknap Long. E ancora in ambito horror, è esplicito il riferimento nel brano The Call of Ktulu, ancora da Ride the Lightning, al racconto Il richiamo di Chtulu di H.P. Lovecraft.
Lovecraft, d’altra parte, è uno degli autori horror più amati nel mondo del rock. Behind the Wall of Sleep, dall’eponimo album di esordio dei Black Sabbath, uscito nel 1970, si ispira chiaramente al racconto di fantascienza Oltre il muro del sonno, appunto di Lovecraft.
E la fantascienza, l’abbiamo visto, torna spesso nell’immaginario del rock. I Led Zeppelin, in The Battle of Evermore, tratto da Led Zeppelin IV del 1971, si ispirano al Signore degli anelli di Tolkien. I Deep Purple nello stesso anno pubblicano The Mule nell’album Fireball, ispirandosi a La fondazione di Asimov.
Un caso a parte è rappresentato dalle opere di Moorcock, scrittore di fantascienza che collaborò direttamente con le band rock che desideravano mettere in musica le sue suggestioni. Così, i Blue Oyster Cult, ad esempio in Black Blade, brano contenuto in Cultosaurus Erectus del 1980, fanno riferimento a Elric of Melniborné di Moorcock. E gli Hawkwind, ad esempio in Black Corridor, incluso in Space Ritual del 1973, si ispirano all’omonimo racconto, sempre di Moorcock. Ma gli stessi Hawkind hanno trovato ispirazione anche in altri autori: Damnation Alley, incluso in Rock On! del 1977, si ispira a La pista dell’orrore di Roger Zelazny, autore dalla cui opera Jack delle ombre hanno preso ispirazione due anni dopo per Jack of Shadows, pubblicato in PXR5 del 1979; High Rise, ancora da PXR5, si rifà a Il condominio di Ballard; The Iron Dream, incluso in Quark, Strangeness and Charm del 1977, si ispira a Il signore della svastica di Norman Spinrad.
Spesso, i musicisti rock si sono anche fatti suggestionare da poesie e poemi. È il caso di Sheryl Crow e della sua All I Wanna Do del 1993, pubblicata in Tuesday Night Music Club e ispirata al poema Fun di Wyn Cooper. In questo ambito, pochi si aspetterebbero di trovare anche i Rammstein. Ma la loro Dalai Lama, inclusa in Reise, Reise del 2004 si ispira a una ballata di Goethe, Il re degli elfi, già messa in musica da Schubert nel 1815. Syd Barrett, nel brano Golden Hair, pubblicato in Madcap Laugh del 1970, si ispira chiaramente all’omonimo poema di Joyce. E tra i poeti del rock, di certo non può mancare Mike Scott, che con i suoi Waterboys si è ispirato a Yeats in Love and Death, brano incluso in Dream Harder del 1993. Sempre del 1993 è Afternoons and Coffespoons dei Crash Test Dummies, tratta dall’album God Shuffled His Feet e ispirata alla poesia di T.S. Eliot Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock.
Potremmo continuare a citare autori, canzoni e testi letterari ancora molto a lungo, a testimonianza del profondo rapporto che lega la buona musica rock con la letteratura di ogni epoca e genere. Ma a questo punto, credo sia meglio passare a presentarvi la mia personale e parziale selezione di brani ispirati a romanzi.
The Cure, The Drowning Man
Tratta da Faith, album dei Cure del 1981, The Drowning Man si ispira alla saga di Gormenghast del britannico Mervyn Peake, così come All Cats are Grey nello stesso album. La saga di Gormenghast è un ciclo di romanzi fantasy scritti dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Sono stati di ispirazione anche per un’opera in tre atti scritta da Irmin Schmidt dei Can, per il brano del 1973 Lady Fuschia degli Strawbs e del brano Gormenghast della band prog irlandese Fruup, contenuto nel loro Modern Masquerade del 1975. I Cure si sono ispirati ad opere letterarie anche per Killing an Arab, uscita in Boys Don’t Cry del 1980, che si rifà a Lo Straniero di Albert Camus, e per Charlotte Sometimes, pubblicata come singolo nel 1981, che fa esplicitamente riferimento ai viaggi nel tempo del romanzo fantasy Charlotte Sometimes di Penelope Farmer.
Jefferson Airplane, White Rabbit
Non si può parlare del rapporto fra musica e letteratura narrativa senza pensare a White Rabbit dei Jefferson Airplane. Questa splendida cavalcata psichedelica, pubblicata nell’album Surrealistic Pillow del 1967, è ovviamente basata sul mondo di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. I Jefferson Airplane, paladini della controcultura hippie, registreranno in seguito anche Rejoyce, per l’album After Bathing at Baxter’s sempre del 1967, ispirata all’Ulisse di Joyce, e Crown of Creation, title track dell’album del 1968, ispirata a I trasfigurati di John Wyndham. Nel video, I Jefferson Airplane eseguono White Rabbit nel 1969 dal vivo a Woodstock.
The Police, Don’t Stand so Close to Me
Anche quello di Don’t Stand so Close to Me dei Police è un caso piuttosto noto. Qui il libro da cui si parte è Lolita di Nabakov. Il brano, pubblicato nel 1980 in Zenyatta Mondatta, non è d’altra parte l’unico della band che si ispira a un romanzo: è noto infatti che Sting sia un esperto di letteratura. Anche Tea in the Sahara, ad esempio, pubblicato dai Police in Synchronicity nel 1984, ma già da tempo nel repertorio della band, spesso con il titolo di Sheltering Sky, si ispira a un’opera narrativa: The Sheltering Sky, appunto, di Paul Bowles, tradotto in italiano come Il tè nel deserto.
Kate Bush, The Sensual World
Altra artista che ha più volte basato i propri brani su opere letterarie è Kate Bush. Famosissima è la sua Wuthering Heights, esplicitamente ispirata a Cime tempestose di Emily Bronte e pubblicata in The Kick Inside del 1978. Io qui ho optato per una scelta leggermente meno “banale”. The Sensual World è un brano del 1989, title track dell’omonimo album, poi ripubblicata nel 2011 con il titolo di The Flower of the Mountain. Qui non siamo di fronte a una semplice ispirazione letteraria: il testo infatti è preso letteralmente dall’Ulisse di Joyce.
Rush, Tom Sawyer
Se c’è una band che ha sempre mantenuto uno strettissimo rapporto con la letteratura, questi sono i canadesi Rush. Soprattutto grazie al batterista Neil Peart, che era un vero appassionato di storie, in particolare di fantascienza, e spesso era l’autore dei testi. Il loro album 2112 del 1976 si apre, ad esempio, con una suite ispirata a La vita è nostra della scrittrice russo-americana Ayn Rand. Un’altra suite, The Necromancer, era presente sull’album Caress of Steel del 1975, questa volta ispirata allo Hobbit di Tolkien. Tom Sawyer è invece un piccolo gioiello contenuto in Moving Pictures del 1981, ovviamente ispirato a Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain.
Radiohead, Paranoid Android
Cambiamo completamente periodo storico e atmosfere musicali, per parlare di un piccolo paradosso, a mio modo di vedere. I Radiohead, band che ha fatto fortuna con le sue ambientazioni tristi e malinconiche, si sono ispirati alla Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams, una delle saghe più assurde e divertenti mai scritte, per la loro Paranoid Android. In questo caso, la band di Thom Yorke ha preso ispirazione in maniera molto libera dal personaggio di Marvin, l’androide fatalista e depresso. Il brano è incluso in OK Computer del 1997. Già due anni prima, la band aveva inciso Banana Co. per l’album Bends, ispirandosi a Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez.
Marillion, Grendel
La trasposizione in musica delle suggestioni provocate da un romanzo diventa particolarmente interessante nell’ambito del progressive rock, dove si trovano spesso brani lunghi e articolati. Nel 1982, i Marillion incidono Grendel, pubblicandola come B-side del singolo Market Square Heroes. Il brano si ispira all’omonimo romanzo del 1971 di John Gardner, una riscrittura parziale della storia dell’antico poema inglese Beowulf dal punto di vista dell’antagonista, Grendel appunto.
Level 42, The Machine Stops
La macchina si ferma di E.M. Forster è un romanzo di fantascienza che ha colpito l’immaginazione di molti musicisti, in diversi ambiti ed epoche. Eppure non è esattamente la prima associazione che viene in mente quando si pensa ai Level 42 di Mark King. La loro The Machine Stops è stata pubblicata nel 1983 nell’album Standing in the Light.
Steve Hackett, Narnia
Sebbene non sia nota ai più, Narnia di Steve Hackett è probabilmente una delle canzoni più emblematiche del rapporto fra musica rock e letteratura. Ispirata, naturalmente, alle Cronache di Narnia di C.S. Lewis, Narnia è stata pubblicata nel 1978 come traccia di apertura di Please Don’t Touch!, e vede la partecipazione alla voce di Steve Walsh, già cantante dei Kansas e considerato da molti come “la voce del prog”.
The Stranglers, Hey (Rise of the Robots)
Per concludere, vi propongo un brano ben al di fuori dell’ambito progressive. Gli Stranglers, paladini del punk rock britannico, hanno registrato Hey (Rise of the Robots) nel 1978, includendola nell’album Black and White. Il brano si ispira a Io, robot di Isaac Asimov e vede la partecipazione straordinaria di un’altra icona del punk rock, Lora Logic al sax.
Clicca qui per leggere gli altri articoli della rubrica musicale di Blitzquotidiano!
